Il nuovo Financial Stability Review e i timori di una nuova crisi finanziaria

Dall’inizio della pandemia abbiamo assistito non ad una crisi ma a più crisi di diverso tipo: sanitario, economico, sociale e politico. Le campagne di vaccinazione iniziano a dare i loro frutti ma le macerie sono tante. Se la crisi sanitaria sembra fare meno paura, a preoccupare è la situazione economica e finanziaria di molti paesi.

Riaperture ristoranti

Dopo oltre un anno dall’inizio della pandemia da COVID-19, la gestione della crisi sanitaria sembra essere entrata in una fase di stabilizzazione. Grazie alla velocità con la quale sono stati introdotti i vaccini e grazie alle massicce campagne di vaccinazione, una parte del mondo inizia a intravedere una luce infondo al tunnel.

Riaperture e ripartenze dopo la crisi sanitaria

Tutti i paesi in cui la campagna di vaccinazione ha iniziato a dare i suoi frutti, hanno iniziato a programmare un graduale ritorno alla normalità. Riaperture dei negozi e ristoranti, slittamento o totale annullamento dei coprifuoco previsti, mobilità nazionale e internazionale, riapertura di scuole e università, etc.

Dopo intense trattative, le tre istituzioni europee Parlamento, Commissione e Consiglio, hanno trovato un accordo sull’adozione del certificato vaccinale europeo. Il pass servirà a certificare il possesso da parte dei cittadini di uno dei seguenti requisiti: vaccino contro il COVID-19, risultato negativo al tampone, guarigione da precedente infezione COVID-19.

L’obiettivo è quello di far ripartire settori come il turismo, i trasporti, l’hospitality, tra i più colpiti dalla crisi pandemica e di conseguenza tutto l’indotto dei servizi e delle industrie collegate. Mettere in sicurezza cittadini e viaggiatori è infatti un passo decisivo per tentare di tornale alla “normalità”.

Dalla pandemia alla crisi finanziaria

Quando si parla di crisi pandemica spesso si fa riferimento all’ambito sanitario e sebbene declinata al singolare, sarebbe più corretto considerare la presenza di più crisi all’interno di un unico processo. Dallo scoppio della pandemia, infatti, abbiamo assistito a una crisi di tipo sociale, politica, una crisi economica e una finanziaria.

In un ordine di priorità ben definito, quindi, una volta rientrata sotto controllo la crisi sanitaria, l’attenzione di Stati e istituzioni internazionali è sempre più focalizzata verso le conseguenze economiche e finanziarie, che poi sono anche sociali e politiche, della pandemia.

Le preoccupazioni della BCE per la stabilità finanziaria

Il 19 maggio la BCE ha pubblicato il report Financial Stability Review nel quale ha preso in esame lo stato di salute delle finanze europee e dei paesi membri.

I rischi per la stabilità finanziaria, secondo quanto si legge nel report, nella fase di uscita dalla terza ondata pandemica «restano elevati e potrebbero concentrarsi su alcuni Paesi dove le imprese sono più indebitate». Secondo la BCE, infatti, con la graduale rimozione delle misure di sostegno alle imprese è necessario prepararsi a un possibile incremento dei tassi di insolvenza rispetto a prima della pandemia.

Attenzione anche a banche e titoli di Stato che possono finire sotto pressione.

Le preoccupazioni della Banca Centrale Europea arrivano proprio nei giorni in cui in Italia sono in esame i provvedimenti del Decreto Sostegni Bis. In particolare, le piccole e medie imprese italiane sono in allarme a causa della proposta di riduzione delle garanzie statali sui crediti.

La bozza del decreto legge, infatti, riduce dal 100% al 90% la garanzia statale per i prestiti bancari fino a 30.000 euro concessi alle partite Iva e alle piccole e medie imprese. Un provvedimento che potrebbe riguardare il 70% delle richieste totali, e il 14,4% degli importi garantiti dal Fondo del Mediocredito centrale (un totale di 22 miliardi di euro circa su 154 miliardi). Per i finanziamenti superiori a 30.000 euro, invece, il piano di rimborso passa da 6 anni a 8 e fino a 10 anni: ma anche qui il paracadute pubblico si riduce, rispettivamente, dal 90 al 70% per i piani di rientro in 8 anni e dal 90 al 60% per quelli decennali.

Cosa dicono i documenti finanziari?

Lo shock post-pandemico è ancora forte ed è ancora difficile quantificare i danni del terremoto. Sotto la polvere ci sono macerie da scavare e storie da riscrivere. I sistemi economici che vivevano nell’instabilità già prima della crisi sono sicuramente quelli maggiormente a rischio, ma in questo momento nessuno può ritenersi davvero al sicuro. Nessun paese, nessun settore industriale, nessuna azienda.

Dalla documentazione finanziaria che, come agenzia di traduzione professionale, quotidianamente gestiamo e traduciamo, il clima di incertezza è diffuso. Il sistema vive un conflitto nel quale la voglia (e la necessità) di investimento in crescita, sviluppo, tecnologia, si scontra con i rischi connessi alla situazione attuale.

Allora che fare? Innanzitutto, mai come in questo momento è necessario il sostegno alle imprese da parte di istituzioni nazionali e internazionali, un piano di sviluppo in grado di traghettare il sistema economico fuori dalla crisi fino ad arrivare a un nuovo “new deal”. In poche parole, sostegno, pianificazione, sviluppo e investimenti.

Riferimenti: