procedure multilingue sicurezza informatica

Sicurezza dei dati e rischio: le regole di sopravvivenza delle aziende

Nel 1986 Ulrich Beck pubblicò uno dei suoi libri più importanti dal titolo “La società del rischio. Verso una seconda modernità”. In quell’opera il sociologo tedesco descriveva i processi di trasformazione in atto sostenendo che l’umanità stava esponenzialmente incrementando la sua esposizione al “rischio”. Il riferimento di Beck era relativo ai rischi ambientali, economici, sociali e ai rischi per la salute dell’uomo.

Quando si parla di Risk Management in azienda, infondo, non ci si discosta molto dall’idea originaria di Beck. Oggi, infatti, le aziende sono esposte a una molteplicità di fattori di rischio: le fluttuazioni dei mercati finanziari, l’impatto ambientale, il cybercrime e la sicurezza informatica, le calamità naturali, per citare i più diffusi. A distanza di trent’anni il concetto di rischio è entrato nel vocabolario della vita quotidiana ed è diventato un fattore integrante delle strategie di gestione dei processi aziendali.

Il Risk Management, parte integrante dei processi aziendali

Cos’è nello specifico il rischio nelle aziende? Per rischio si intende la probabilità di accadimento di tutti quegli eventi che possono comportare perdite o danni per l’azienda e le persone coinvolte. Nella figura affianco, una serie di possibili rischi e di eventi legati ad essi.

Il risk management è nato come modello gestionale all’inizio del secolo scorso nel mondo finanziario (anche se nel 1100 i banchieri già gestivano il rischio di credito); con gli anni è stato introdotto nel mondo assicurativo e delle costruzioni, fino ad assumere un ruolo più centrale e globale all’inizio degli anni ‘90 con l’Entreprise Risk Management (ERM).

I rischi che incidono sulle organizzazioni possono avere conseguenze in termini di prestazioni economiche e reputazione professionale, nonché di esiti ambientali, di sicurezza e sociali. Pertanto, la gestione efficace dei rischi aiuta le organizzazioni a funzionare bene in un ambiente pieno di incertezza.

La norma ISO 31000:2018 per la gestione del rischio in azienda

La norma ISO 31000: 2018, fornisce un quadro generale, i principi e le informazioni di processo per la gestione dei rischi. Può essere utilizzata da qualsiasi organizzazione indipendentemente dalle sue dimensioni, dalle attività o dal settore. L’utilizzo degli standard previsti dalla norma ISO 31000 può aiutare le organizzazioni ad aumentare la probabilità di raggiungere obiettivi definiti, migliorare l’identificazione di eventuali minacce e utilizzare in modo efficace le risorse per la gestione del rischio.

Risk Management

Lo studio biennale condotto da Aon, su un campione di risk manager provenienti da diversi settori industriali, conferma un trend positivo nella diffusione di una maggiore sensibilità aziendale verso la gestione del rischio. Nonostante ciò, rivela lo studio, le contromisure aziendali intraprese per affrontare le situazioni di crisi non sono ancora sufficienti. Molte organizzazioni devono ancora iniziare a sfruttare appieno i nuovi strumenti a disposizione per l’identificazione e valutazione sistematica dei rischi.

Solo il 24% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di essere in grado di quantificare i rischi e un 20% utilizza modelli econometrici di valutazione del rischio. Il 10%, inoltre, sostiene di non disporre di un processo standardizzato per l’identificazione del rischio.

Da qui ai prossimi anni, le organizzazioni più efficienti saranno quelle in grado di affrontare queste sfide in modo olistico, coinvolgendo il management e sfruttando punti di vista e competenze uniche. In questo modo potranno fare affidamento a un know-how diffuso e prendere decisioni sulla base di informazioni dettagliate.

Il rischio nelle agenzie di traduzione professionale

Ogni azienda, a seconda del suo settore di riferimento, è esposta maggiormente a dei rischi piuttosto che ad altri. Per un’agenzia di traduzioni professionali come Intrawelt è necessario dedicare una attenzione particolare ai rischi informatici e relativi alla privacy come furto di dati,

danneggiamento delle infrastrutture informatiche, danneggiamento e perdita di dati e informazioni.

I processi di traduzione di Intrawelt sono gestiti facendo ricorso alle più innovative tecnologie disponibili per il cloud-computing, il machine learning e l’intelligenza artificiale. Utilizziamo strumenti di traduzione assistita costantemente aggiornati, sistemi di comunicazione interna e interfacce web based per la gestione degli ordini dei clienti e la delivery del servizio.

L’integrità dei processi Intrawelt è garantita con certificazione ISO 9001 per la gestione della qualità e ISO 17001 e 10574 per quanto riguarda la gestione dei processi di traduzione nel primo caso e interpretariato nel secondo.

La gestione del rischio informatico, invece, avviene facendo ricorso al coordinamento tra il management della società e la divisione IT responsabile della protezione dei server e delle infrastrutture cloud.

Grazie al lavoro di cooperazione tra il management Intrawelt e la divisione informatica, siamo in grado di predisporre procedure  di gestione delle informazioni sempre aggiornate e ci assicuriamo che tutto il personale interno alla società adotti le procedure nel rispetto degli standard internazionali sulla sicurezza informatica e la gestione del rischio.

Solo definendo rigide procedure e regole di gestione, possiamo rendere i nostri sistemi altamente sicuri a garanzia dei dati e delle informazioni interne e dei nostri clienti.

vietnam tranduzioni professionali

Libero scambio tra Ue e Vietnam: le opportunità per le imprese europee

L’Unione Europea ha firmato un importante accordo di libero scambio con il Vietnam, si tratta del primo del suo genere con un paese asiatico in via di sviluppo.

Quella vietnamita è una delle economie più in crescita nella regione, sostenuta da robuste esportazioni e investimenti stranieri. L’UE è il secondo mercato dell’export vietnamita dopo gli Stati Uniti, in particolare per i prodotti di abbigliamento e calzature. Nel 2018 i beni e servizi esportati in Ue hanno rappresentato un mercato di 42,5 miliardi di dollari.

vietnam export growthIl testo dell’accordo, che diverrà ufficiale e vincolante solo dopo che sarà ratificato da entrambe le parti, è già disponibile sul sito della Commissione Europea. Prima che entri in vigore e sia applicabile dovrà essere ratificato dall’Assemblea nazionale della Repubblica Vietnamita e dal Parlamento Europeo.

Il trattato in via di approvazione si inserisce all’interno di un contesto geopolitico ed economico che vede gli Stati Uniti opposti alla Cina nella guerra dei dazi doganali. Negli ultimi mesi, lo stesso Vietnam è stato chiamato in causa dall’amministrazione Trump, preoccupata dell’ombra cinese dietro l’importante crescita che il governo di Hanoi ha registrato nelle esportazioni. Qui vi consigliamo un approfondimento delle ultime settimane.

I vantaggi per le imprese europee

Il patto di libero scambio tra Ue e Vietnam prevede un taglio graduale del 99% dei dazi doganali tra i due partner commerciali entro i prossimi 7 anni. L’accesso aperto al mercato vietnamita permetterà agli Stati Ue di raggiungere circa 95 milioni di persone e di intercettare un’economia emergente in rapida crescita.

L’accordo commerciale sancisce il divieto di discriminazione tra merci importate e prodotte sul mercato per quanto riguarda la tassazione interna o altri regolamenti governativi. Questo principio garantirà che le merci europee non vengano trattate in modo diverso dai beni domestici una volta introdotte nel mercato vietnamita.

Con l’obiettivo di investire sull’economia circolare, il testo introduce la materia del commercio di “merci rigenerate”. La disciplina sostanziale prevede che i beni rigenerati ricevano lo stesso trattamento fornito a nuovi prodotti simili, dotandoli di una etichettatura specifica.
Finora questi beni rigenerati erano considerati dal Vietnam come merci “usate” e per questo non ammesse nel mercato nazionale. Con il nuovo accordo, invece, si apre di fatto la strada al commercio di molti prodotti di altissimo valore come dispositivi medici o beni tecnologici e automobilistici.

Prodotti farmaceutici

free trade vietnamI prodotti farmaceutici rappresentano una quota importante delle esportazioni europee in Vietnam, raggiungendo il 9,3% nel 2017 (fonte Eurostat). Grazie all’accordo in via di attuazione, verrà garantito un accesso più facile ai farmaci innovativi di alta qualità per la popolazione vietnamita.

Circa la metà delle esportazioni farmaceutiche dell’UE sarà esente da dazi all’entrata in vigore dell’accordo e il resto dopo sette anni. Il Vietnam consentirà alle aziende europee del settore di investire nell’importazione di prodotti farmaceutici, purché debitamente autorizzati. Nello specifico le imprese europee potranno vendere prodotti farmaceutici a distributori o grossisti in Vietnam, acquisire dei propri magazzini, sponsorizzare i prodotti presso le strutture sanitarie vietnamite e condurre studi clinici e test.

Commercio elettronico

L’accordo promuove una serie di norme sul commercio elettronico, come ad esempio:
– Divieto dei dazi doganali sulle transazioni e le spedizioni online;
– Creazione di un forum per discutere questioni relative alle disposizioni dei servizi di e-commerce;
– Esenzioni di responsabilità per gli intermediari online (al fine di aumentare la certezza del diritto per i provider dei servizi internet e le piattaforme di commercio elettronico);
– Trattamento delle comunicazioni commerciali elettroniche non richieste (spam);
– Cooperazione in materia di e-commerce.

Appalti pubblici

La regolamentazione degli appalti pubblici presente nell’accordo riguarda il modo in cui le amministrazioni spenderanno le risorse economiche per l’acquisto di beni, opere o servizi. Questo può variare dall’acquisto di apparecchiature informatiche o la fornitura di acqua, gas ed elettricità, alla costruzione di un ospedale o di una strada.

Il Vietnam è uno dei paesi con il più alto rapporto tra investimenti pubblici e PIL nel mondo. Dal 1995, questo rapporto si è mantenuto di oltre il 39% annuo con una parte investito in progetti infrastrutturali. Al momento dell’entrata in vigore dell’accordo, le imprese dell’UE potranno presentare offerte per appalti pubblici alle stesse condizioni delle imprese vietnamite.

Approcciare il mercato vietnamita con il supporto dei servizi linguistici

traduzioni professionali vietnamIl sistema vietnamita attraversa una delicata fase di transizione economica nella quale Unione Europa e Stati Uniti ricoprono un ruolo da protagonisti. Nonostante un buon tasso di crescita dell’export vietnamita, la regione del sudest asiatico non ha ancora raggiunto una piena internazionalizzazione da un punto di vista linguistico. Il vietnamita è la lingua ufficiale parlata dalla maggioranza della popolazione mentre il francese, eredità dell’epoca coloniale, è parlato solo dalle generazioni anziane cresciute durante la colonizzazione.

Oggi la lingua straniera più studiata è l’inglese ma nonostante ciò la conoscenza di una lingua universale come quella anglosassone non è diffusa in modo capillare.

Per questo motivo è importante, per le imprese che progettano i loro investimenti nella regione vietnamita, affidarsi ad agenzie di traduzioni professionali in grado di affiancarle nell’approccio ad un mercato totalmente differente da quello europeo sia sul piano culturale e sia sul piano linguistico.

In questi anni abbiamo gestito una molteplicità di progetti di traduzione da e verso la lingua vietnamita, prevalentemente dall’italiano, dall’inglese e dal tedesco. Abbiamo fornito servizi di traduzione farmaceutica per i prodotti medici destinati al mercato vietnamita, abbiamo tradotto manuali tecnici per il funzionamento dei macchinari dedicati all’industria del tessile e dell’abbigliamento e abbiamo tradotto e asseverato diversi documenti legali, in particolare autorizzazioni consolari e visti.

Chiunque abbia un progetto di apertura al mercato del Sud-Est asiatico, questo è il momento buono per partire, ma prima è bene consultare un’agenzia di traduzioni professionali che possa supportare l’impresa nella gestione della corretta documentazione legale, amministrativa e per una comunicazione efficace con il nuovo mercato.
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offerte lavoro traduttori

In House: Revisore-editor & Traduttore (m/f)

La posizione IN-HOUSE che offriamo è per la nostra sede di Porto S. Elpidio (FM) – Marche.
(NON verranno accettate candidature per gli altri uffici o per lavorare da remoto).

Cerchiamo un/una linguista che possa svolgere il ruolo di revisore/editor e traduttore/trice, con una conoscenza professionale dell’inglese come prima lingua straniera e preferibilmente del tedesco come seconda lingua straniera.

È inoltre preferibile che disponga di una conoscenza avanzata di SDL Trados Studio.

PRINCIPALI MANSIONI:

  • Effettuare la revisione e l’editing di testi tradotti in italiano gli incarichi assegnati ai linguisti e valutare la necessità di organizzare attività supplementari necessarie, ad es. la creazione di glossari, l’allineamento di testi tradotti precedentemente, la compilazione di elenchi di abbreviazioni e acronimi e di terminologia tecnica, la gestione delle memorie di traduzione.
  • Tradurre testi di vario genere (es. documentazione tecnica e manualistica, testi di marketing, comunicati stampa, testi turistici, ecc.) dalle lingue straniere di propria competenza all’italiano nel pieno rispetto dei nostri standard qualitativi e secondo le tempistiche previste.
  • Eseguire il controllo qualitativo (QA) delle traduzioni prima della consegna al cliente
  • Creare/aggiornare i glossari terminologici sulla base delle indicazioni dei clienti
  • Interagire con gli altri membri del team in-house e informare il supervisore di eventuali difficoltà o problematiche che si verificheranno in corso d’opera.


QUALIFICHE RICHIESTE:

  • Laurea/diploma universitario in traduzione/interpretazione o in lingue straniere.
  • Linguista di madrelingua ITALIANA con conoscenza professionale della lingua INGLESE e di una seconda lingua straniera (preferibilmente TEDESCO).
  • Utilizzo in qualità di utente esperto del computer e degli applicativi di base (Word, Excel, PowerPoint, Acrobat, html, xml).
  • Utilizzo professionale di sistemi di traduzione assistita (SDL Trados Studio).
  • Capacità linguistiche che consentano di effettuare la revisione e/o la traduzione di testi specialistici, nonché di provvedere alla creazione di appositi glossari per le proprie lingue di competenza.
  • Capacità di lavorare a più progetti contemporaneamente organizzando il lavoro al meglio in un ambiente lavorativo impegnativo in cui la reattività, i termini di consegna e la gestione della tempistica sono determinanti.
  • Elevata soglia di attenzione, eccellente capacità di concentrazione, predisposizione alla cura dei dettagli, atteggiamento proattivo alla risoluzione dei problemi.
  • Chiaro senso di praticità e responsabilità.

  • CARATTERISTICHE PERSONALI

  • Capacità di lavorare in team con altri colleghi
  • Spiccate doti di gestione dei rapporti interpersonali
  • Capacità di integrarsi in team consolidati
  • Capacità di lavorare agevolmente sotto pressione e in modo autonomo
  • Disponibilità ad accettare incarichi in orario di lavoro straordinario
  • Condotta professionale
  • Forte motivazione e spirito propositivo orientato al raggiungimento degli obiettivi aziendali
  • Abilità intuitive e di gestione autonoma in caso difficoltà

Si offre assunzione secondo i termini e le normative italiane del CCNL del settore commercio.

Se interessati, vi preghiamo di inviare il vostro CV aggiornato al seguente indirizzo:

recruitment@intrawelt.com 

Cross border trade

Cross Border Trade: lo stato dell’arte dell’e-commerce transfrontaliero

La rivoluzione tecnologica degli ultimi 10 anni ha introdotto nuove infrastrutture comunicative che hanno ridisegnato i confini geografici e temporali del commercio globale. La quasi totalità del pianeta è compresa all’interno di un sistema di tecnologie in grado di ridurre le distanze geografiche tra i cittadini e, nell’ambito degli scambi commerciali, tra aziende e consumatori.

L’avvento della digital economy ha modificato le relazioni umane, permettendo una velocità nella comunicazione a distanza in grado oramai di sfiorare la prossimità fisica. La conseguenza naturale di una rivoluzione di questa portata è stata la trasformazione di tutte le altre tipologie di relazioni, quelle politiche, quelle culturali e quelle commerciali. Queste ultime, in particolare, sono state travolte dall’introduzione di nuove infrastrutture che hanno azzerato le distanze geografiche nei rapporti di compravendita di beni e servizi.

In questo quadro, il tema del commercio transfrontaliero (Cross Border Trade) diviene centrale nelle strategie di business. Ogni azienda può accedere a infrastrutture potenzialmente idonee per favorire la vendita dei propri prodotti ad un mercato globale e, dall’altro lato, ogni consumatore è in grado di acquistare con un click beni e servizi da ogni parte del mondo.

Scelte d’acquisto e variabile linguistica

cross border trade eurostatUn recente report di Eurostat ha fotografato una situazione rosea per l’e-commerce europeo e mondiale: nel Regno Unito, ad esempio, l’86% degli utenti internet utilizza il canale online per fare acquisti, in Svezia la percentuale è dell’84% ed in Germania dell’82%. In Italia la percentuale si attesta attorno al 43%, contro una media europea del 68%.

Un’analisi più attenta, infatti, ci dice che alcuni mercati come quello statunitense, quello britannico e quello australiano prediligono l’acquisto dei prodotti da rivenditori locali o dai grandi colossi delle vendite online (come Amazon). Al contrario, invece, il mercato dell’Est Europa non mostra alcuna remora nell’acquisto su portali e-commerce stranieri. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Paypal sulle abitudini di acquisto globali.

traduzioni linguistiche ecommerceAnalizzando i dati delle infografiche qui presenti, si evince che nel complesso una importante parte della popolazione mondiale non si sente al sicuro nell’acquistare prodotti su portali e siti stranieri che non prevedano l’utilizzo della lingua del consumatore.

Abbiamo avuto modo di richiamare più volte l’articolo scritto qualche mese fa in merito al ruolo che ricopre l’identità linguistica nella conquista dei mercati esteri, e la ricerca condotta da Paypal in qualche modo conferma le nostre tesi.

Analizzando i dati della precedente infografica e della successiva, si evince che nel complesso una importante parte della popolazione mondiale non si sente al sicuro nell’acquistare prodotti su portali e siti stranieri che non prevedano l’utilizzo della lingua del consumatore.

E-commerce multilingua, una condizione necessaria

Una delle peculiarità di un mercato che vuol definirsi transnazionale è la sua estensione geografica senza confini. Allo stato attuale, invece, il settore dell’e-commerce si confronta con una quota importante di consumatori che acquistano esclusivamente da piattaforme e distributori nazionali. Per la agenzia di traduzione ecommerceprecisione i canali di acquisto principali sono due, quelli nazionali e le grandi piattaforme globali come Amazon o eBay.

In entrambi i casi si evince una difficoltà delle aziende nel conquistare mercati transnazionali direttamente tramite un proprio canale e il proprio brand. Senza dubbio esistono una molteplicità di fattori che rendono difficile il processo di globalizzazione digitale delle imprese. Esistono ancora vincoli di natura doganale, variabili geografiche, economiche e politiche ma una delle cause è anche rintracciabile in una gestione linguistica del proprio e-commerce poco orientata alla clientela globale.

Secondo il rapporto Idealo 2019, solo l’8% dei negozi digitali in Italia presenta il proprio e-shop in una seconda lingua differente dall’italiano. Gli e-commerce spagnoli e britannici sono in testa con il 24% di portali in doppia lingua, seguiti dalla Germania al 12% e dalla Francia al 10%.

I servizi di traduzione e Localizzazione nell’e-commerce

Una volta definita l’importanza strategica della gestione multilingue del proprio e-commerce, ci sono due modi per raggiungere l’obiettivo di vendite transnazionali. Il primo è tradurre tutte le pagine del sito nelle diverse lingue a seconda dei mercati nazionali target. Se ad esempio l’obiettivo è vendere i propri prodotti in America Latina e in Europa, la clocalizzazione traduzione ecommerceonseguenza sarà tradurre ogni pagina del proprio sito in spagnolo, portoghese PT e portoghese brasiliano, inglese, francese, tedesco, italiano e russo.

Nel momento in cui vengono definite le lingue di destinazione, affidarsi ad agenzie di traduzioni professionali come Intrawelt facilita i successivi passaggi e riduce i tempi di gestione del progetto. Oltre alla traduzione di tutte le pagine del sito, infatti, le agenzie più strutturate e professionali sono in grado di occuparsi in autonomia di tutta la gestione dei contenuti, dalla traduzione fino alla pubblicazione online.

Una seconda opzione, più complessa ma sicuramente più efficace, non riguarda la semplice traduzione di ogni singola pagina, ma la localizzazione dell’intero sito nel paese di destinazione. Con il termine localizzazione si intende la creazione di un sito partendo da zero, con contenuti indipendenti creati per ogni paese di destinazione, utilizzando la lingua locale e identificando quindi la comunicazione con usi e culture dei consumatori locali. Questo tipo di attività richiede quindi un lavoro qualitativamente più elevato nell’elaborazione di testi e contenuti adattati alla lingua del posto, con un grande vantaggio in termini di efficacia.

Le agenzie di servizi linguistici che offrono servizi di localizzazione, infatti, non si preoccupano soltanto di tradurre i testi prodotti ma offrono consulenza linguistica nella scelta dei contenuti stessi. In questo modo, i consumatori locali non navigheranno su un sito straniero tradotto in un’altra lingua ma si confronteranno con un portale nel quale riconosceranno elementi comuni con la loro identità linguistica e culturale, rafforzando quel rapporto di fiducia che ancora persiste tra venditore e consumatore.
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Cos’è la localizzazione? Conquistare i mercati esteri con le parole giuste

Per un’azienda che intende aprire una propria linea di mercato all’estero, una delle attività più sensibili da intraprendere è l’elaborazione di una strategia di comunicazione completa per il paese di destinazione. Dalla creazione del proprio sito web o di uno spazio e-commerce alle attività di marketing online e offline. Oggi infatti, le fasi di internazionalizzazione di un’impresa prevedono in primo luogo l’esportazione del brand attraverso strategie di comunicazione differenziate.

Apertura dei canali social localizzati nel paese di destinazione, campagne di advertising, sito web e portale e-commerce, comunicati stampa, eventi pubblici. Tutte queste sono iniziative importanti per comunicare i valori del proprio brand e costruire una relazione con la popolazione target. La condivisione dell’identità, la capacità di comunicare i propri valori e trasmettere emotività, sono obiettivi chiave per costruire un legame duraturo con i vari mercati nazionali.

Questi risultati possono essere raggiunti solo utilizzando la giusta comunicazione e i giusti registri linguistici.

Cos’è la localizzazione?

localizzazioneLa localizzazione è il processo di adattamento dei contenuti di un canale comunicativo esistente per un pubblico locale esterno. Se ad esempio un’azienda italiana ha l’obiettivo di vendere i suoi prodotti nel mercato tedesco, dovrà creare un sito web con i contenuti adattati alla lingua locale, aprire dei canali social in lingua o pubblicare periodicamente contenuti in lingua per il mercato tedesco. Lo stesso vale per campagne di advertising, eventi pubblici e ogni attività di marketing online e offline.

Sebbene con il termine localizzazione si faccia riferimento alla traduzione dei contenuti dalla lingua di origine a quella di destinazione, nella realtà dei fatti non è proprio così. Spesso infatti si tende a credere che traduzione e localizzazione siano sinonimi. La localizzazione, tuttavia, è un processo molto più complesso della semplice traduzione del testo. La localizzazione implica anche un adattamento generale dei contenuti, che in alcuni casi si limita alla conversione di valute, unità di misura e formati di data e ora, ma molto spesso richiede invece una profonda conoscenza della cultura del pubblico di destinazione.

Quanto conta la localizzazione per una azienda che vuole vendere nel mercato globale?

Secondo le cifre fornite dall’Internet World Stats, degli oltre 4 miliardi di utenti globali giornalieri presenti su internet, solo il 25% parla inglese, mentre  oltre la metà di tutte le ricerche di Google sono in una lingua diversa dall’inglese. Entrando nello specifico dei comportamenti degli utenti, scopriamo che l’appartenenza linguistica è a tutti gli effetti parte integrante del valore del prodotto venduto.

Secondo un’indagine della Commissione Europea (scaricabile qui), il 90% degli europei non naviga mai in una lingua diversa dalla propria. Inoltre, il 42% di essi non comprerà un prodotto se la descrizione non è nella loro lingua.

Secondo Common Sense Advisory, a livello globale, il 72% dei clienti ha maggiori probabilità di acquistare prodotti o servizi se le informazioni sono nella propria lingua, mentre il 56% dice che trovare informazioni sul marchio nella propria lingua è ancora più importante del prezzo.

La localizzazione è una cosa seria

Iniziamo partendo da un esempio al contempo comico e drammatico (per l’azienda).
coca colaIl marchio globale Coca Cola qualche mese fa ha lanciato una campagna di marketing in Nuova Zelanda. Volendo utilizzare il linguaggio maori per creare un canale identitario capace di attrarre gli utenti in lingua locale, l’azienda ha utilizzato una slogan posto in cima a tutti i distributori automatici delle bevande.

In un tentativo di combinare maori e slang inglese, lo slogan recitava “KIA ORA, MATE!”. Kia ora, in lingua maori equivale all’anglosassone “Hello” e fin qui tutto bene. Il problema sorge nella scelta di unire uno slang tipico inglese mate (amico, compagno, compare), intendendo creare un legame amichevole e colloquiale con i consumatori. In questo artificio comunicativo evidentemente è sfuggito il significato locale di mate, che non è esattamente lo stesso dell’equivalente inglese. Anzi.

In lingua Maori mate vuol dire morte, quindi la scritta che campeggiava sui distributori automatici di Coca Cola in Nuova Zelanda era “Ciao, Morte!”.

Perché affidarsi ad agenzie di traduzione per la localizzazione?

Questo esempio serve a chiarire un aspetto importante. Utilizzare registri linguistici diversi dal proprio non è una attività che può essere delegata esclusivamente ai responsabili marketing di una azienda. L’utilizzo di un determinato termine, di una frase, il senso che può avere una parola in un contesto linguistico piuttosto che in un altro, sono questioni che richiedono una elevata professionalità per essere risolti.

servizi di localizzazione

Questo tipo di professionalità possono essere offerte soltanto da linguisti professionisti in grado di adattare la lingua di partenza non solo al vocabolario, ma anche alla cultura, agli usi e ai costumi del paese di destinazione.

È pertanto buona norma affidare i servizi di localizzazione ad agenzie di traduzione professionali. La caratteristiche dei provider di servizi linguistici consolidati e strutturati, come Intrawelt, che si occupano di localizzazione è che non utilizzano dei traduttori generalisti per la fornitura del servizio.

Le agenzie di traduzione e localizzazione dispongono al loro interno di linguisti professionisti specializzati in marketing e comunicazione i quali conoscono perfettamente la lingua, gli usi e i costumi dei mercati di destinazione e sono in grado di lavorare anche in ottica SEO. Grazie a figure altamente specializzate, le società di traduzione come Intrawelt hanno la capacità di fornire, ancor prima della traduzione, un vero e proprio servizio di consulenza strategica per il marketing e la comunicazione. Dalla scelta del nome di un prodotto allo slogan da utilizzare, dalle formule linguistiche a frasi di tipiche del posto, passando per la capacità di individuare contenuti non adatti o addirittura sconvenienti nel paese di destinazione, i linguisti professionisti madrelingua diventano una risorsa preziosa per il perseguimento degli obiettivi di vendita.

Per ricevere maggiori informazioni sul nostro servizio di localizzazione, contattateci per un preventivo.
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Servizi di traduzione per il settore alimentare

Perché l’industria alimentare ha bisogno di traduzioni professionali

Quando si parla di salute e cura del cittadino, sono due i settori industriali che più di tutti vengono chiamati in causa: il settore farmaceutico e quello alimentare.

L’industria alimentare, analogamente a quella farmaceutica, ricopre infatti un ruolo essenziale nello sviluppo e nel benessere della popolazione. Non a caso negli ultimi decenni il settore Food & Beverage ha subito profonde trasformazioni sia dal punto di vista delle tecnologie produttive quanto nella comunicazione alimentare.

Una nuova sensibilità nell’industria alimentare

Le abitudini alimentari dei cittadini stanno subendo profonde trasformazioni a livello globale, è un dato di fatto. L’inquinamento atmosferico, l’utilizzo di agenti chimici nell’agricoltura, uno stile di vita frenetico e più sedentario della popolazione sono solo alcuni dei fattori alla base delle trasformazioni in atto. L’insorgere di nuove malattie, il proliferare di intolleranze alimentari e disturbi psicosomatici legati al cibo suonano come un campanello d’allarme per la salute del cittadino, ma allo stesso tempo stanno contribuendo allo sviluppo di una nuova coscienza alimentare.

Non è un caso se nell’ultimo decennio l’industria alimentare ha sostenuto uno sforzo importante nella conversione della produzione verso cibi più naturali, meno processati e con una ridotta quantità di agenti chimici e additivi.

Grazie allo sviluppo delle tecnologie produttive, e alla crescente sensibilità di consumatori sempre più attenti alla qualità degli ingredienti utilizzati, il mercato Food & Beverage ha trasformato anche i suoi processi comunicativi contribuendo alla nascita di un nuovo marketing alimentare.

La nuova narrazione del Food & Beverage

traduzione tecnica

Lo storytelling alimentare, che un tempo era basato sull’esaltazione sensoriale del prodotto, oggi è molto più attento alla sua storia e alla sua vita. Non di rado, infatti, le pubblicità raccontano il ciclo di vita del prodotto, la selezione delle farine, degli ingredienti, l’assenza di additivi o di grassi, i metodi di allevamento e di coltura. Il marketing attuale è allo stesso tempo advertising e educazione alimentare, pubblicità e sostenibilità e pone al centro dell’attenzione non più la semplice esaltazione sensoriale e gustativa ma il benessere del consumatore.

I registri linguistici nella comunicazione alimentare

Il tema della comunicazione nel settore alimentare è principalmente legato alla necessità di adottare formule linguistiche in grado di attirare l’attenzione del consumatore garantendo la corretta informazione sugli ingredienti e sulla composizione dei prodotti in relazione a sostanze additive e allergeni.

Il proliferare di disturbi e intolleranze legati all’alimentazione, come ad esempio celiachia e intolleranze al lattosio, ha spinto le istituzioni sanitarie nazionali e internazionali a regolamentare le modalità di pubblicizzazione dei prodotti. In Europa, l’etichettatura alimentare è disciplinata dal Regolamento europeo 1169/2011 recepito dall’Italia con il decreto legislativo 15 dicembre 2017, n. 231 “Disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del medesimo regolamento (UE) n. 1169/2011 e della direttiva 2011/91/UE, ai sensi dell’articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 «Legge di delegazione europea 2015»”.

Il provvedimento, entrato in vigore a maggio del 2018, prevede sanzioni per le violazioni alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1169/2011 stabilendo, a tutela del consumatore, le modalità di indicazione obbligatoria degli allergeni.

Le disposizioni normative si sono rese indispensabili per tutelare la salute dei consumatori e allo stesso tempo fornire delle linee guida per il marketing dei prodotti alimentari.

I servizi delle agenzie di traduzione nel marketing alimentare

traduzioni professionali industria alimentare

L’industria alimentare ha un forte impatto sulla salute dei cittadini e questo implica, come abbiamo visto finora, la necessità di utilizzare specifici registri linguistici e regole comunicative. Nel momento in cui un prodotto viene immesso su differenti mercati nazionali, si rivela necessario adottare i giusti glossari terminologici per la descrizione degli ingredienti, degli allergeni e delle eventuali intolleranze a essi associate.

Per questo motivo le aziende del settore alimentare hanno bisogno di affidarsi ad agenzie di traduzione professionali come Intrawelt in grado di gestire le variabili linguistiche e terminologiche che si presentano nei differenti mercati di destinazione.

Grazie al supporto delle tecnologie di gestione della terminologia è possibile costruire glossari dedicati e specifici per ciascun cliente. In questo modo la comunicazione commerciale dei prodotti viene gestita in modo armonico in una molteplicità di lingue di destinazione, evitando errori terminologici che potrebbero rivelarsi pericolosi per la salute del consumatore.

Affidarsi ad agenzie di traduzione altamente specializzate è il modo migliore per assicurare il rispetto delle normative internazionali sull’utilizzo dei corretti registri linguistici e allo stesso tempo mantenere un elevato standard qualitativo in termini di efficacia della comunicazione commerciale.

L’esperienza di Intrawelt

Restando in tema di strategie commerciali, ci si affida a un’agenzia di traduzione come Intrawelt ha il vantaggio di poter usufruire del supporto offerto nella localizzazione dei prodotti alimentari. In alcuni casi, ad esempio, abbiamo gestito progetti di consulenza strategica per la scelta del nome dei prodotti da lanciare nei differenti mercati stranieri. Grazie al supporto dei linguisti madrelingua, infatti, siamo in grado di fornire informazioni strategiche sulle dinamiche sociali e culturali che influiscono nelle scelte d’acquisto delle popolazioni target e definire quindi la migliore strategia linguistica e comunicativa per la scelta del nome dei prodotti o la traduzione delle ricette.

I linguisti utilizzati da Intrawelt, infatti, oltre a essere professionisti madrelingua selezionati nel rispetto della normativa ISO 17100, sono esperti settoriali in grado di unire le competenze linguistiche a quelle del settore industriale di competenza.

Nel settore Food & Beverage gestiamo continuamente progetti di traduzione che spaziano dalla localizzazione dei siti web alla traduzione del packaging dei prodotti, passando per articoli di blog di settore e traduzioni tecniche delle etichette. In ogni caso, i nostri clienti sono affiancati da project manager specializzati, in grado di assicurare un servizio che possa garantire allo stesso tempo efficacia e alta qualità, nel rispetto dei tempi di consegna previsti.

È importante non sottovalutare l’importanza della comunicazione alimentare, per questo vi invitiamo a contattarci per avere un preventivo e maggiori dettagli sui nostri processi di traduzione professionale.
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European Commission

La condivisione dei dati sanitari europei: insidie e vantaggi

Un sistema elettronico europeo per la gestione dei dati sanitari dei cittadini comunitari, questo è il progetto lanciato in questi giorni dalla Commissione Europea. La raccomandazione del 6 febbraio contiene le linee guida da adottare per costruire un sistema di archiviazione che permetta ai cittadini comunitari di viaggiare nei territori dell’Unione Europea potendo accedere, in ogni momento e da qualsiasi struttura, ai propri dati sanitari.

Attualmente la possibilità dei cittadini europei di accedere alla documentazione clinica elettronica in tutta l’Ue varia notevolmente da un paese all’altro. Gli accordi di scambio sono infatti limitati all’iniziativa dei singoli Stati membri. Ad esempio, dal 21 gennaio 2019 i cittadini finlandesi possono acquistare medicinali in Estonia utilizzando le proprie prescrizioni elettroniche e i medici lussemburghesi saranno presto in grado di consultare i profili sanitari sintetici dei pazienti cechi.

L’obiettivo della Commissione Europa è non soltanto quello di estendere la rete di accesso ai dati a tutti gli Stati membri Ue ma di implementare le tipologie di dati sanitari a cui poter accedere.

CARTELLE CLINICHE E DIAGNOSTICA

Nell’infografica pubblicata dalla Commissione Europea vengono presi in considerazione alcuni casi concreti di accesso integrato ai dati sanitari.

Dati sanitari europei

Pensate a un cittadino francese che abbia un infortunio in una piazza di Berlino. Una volta giunto al pronto soccorso, i medici potranno accedere direttamente allo storico di eventuali altre operazioni, intolleranze a determinati farmaci anestetici o allergie a materiali medici. In questo modo potranno essere garantite tutte le informazioni necessarie a salvaguardare la salute del paziente.

Lo stesso può dirsi in generale per la presa visione di analisi di laboratorio, lettere di dimissione ospedaliera e diagnostica per immagini e referti.

Oltre a Finlandia, Estonia, Lussemburgo e Repubblica Ceca, entro la fine del 2021 altri 18 paesi dovrebbero avviare il processo di condivisione dei profili sanitari sintetici e le prescrizioni elettroniche.

Grazie al sostegno del programma per le telecomunicazioni dell’organismo per la facilitazione della connettività europea, Connecting Europe Facility (CEF), molti Stati membri stanno già lavorando a un’infrastruttura di servizi digitali per l’eHealth nel quadro della rete di assistenza sanitaria online.

COMUNICAZIONE E TRADUZIONE DEI DATI SANITARI EUROPEI

Il progetto concepito dalla Commissione Europea può rappresentare un importante passo avanti nelle politiche di tutela della salute del cittadino, sebbene sussistano alcune complessità che necessitano di un approfondimento. Analizzando il progetto dal punto di vista delle agenzie di traduzione come Intrawelt, partner consolidato della Commissione Europea per i progetti di traduzione, l’interrogativo principale riguarda la gestione dei dati sanitari nelle differenti combinazioni linguistiche afferenti ai differenti paesi coinvolti.


Trattandosi di cittadini provenienti da tutti gli Stati membri dell’Ue, le cartelle cliniche saranno redatte nella lingua del paese in cui il cittadino ha svolto le cure o le analisi. Il problema dell’allineamento dei referti, delle analisi e di tutta la documentazione medica con le lingue degli altri paesi membri richiederà una strategia di editing in grado di garantire traduzioni veloci ed efficienti in tutte le diverse combinazioni linguistiche. Trattandosi di traduzioni di dati sensibili per la salute dei cittadini, inoltre, le traduzioni mediche e scientifiche richiedono degli standard di qualità molto elevati, oltre che traduttori certificati. Tali standard non riguardano soltanto la qualità del servizio ma le procedure per la messa in sicurezza dei dati e delle informazioni sanitarie. Gestiamo i progetti di traduzione medico-scientifica attenendoci alle direttive comunitarie contenute nel Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR) in materia di trattamento delle informazioni e di messa in sicurezza delle infrastrutture. Adottiamo tecnologie software per la criptazione dei dati, l’archiviazione e la gestione della documentazione in modo sicuro.

UNA POSSIBILE SOLUZIONE

Collaboriamo da tempo con la Commissione Europea e siamo convinti che saranno individuate le soluzioni migliori per rendere il sistema perfettamente efficiente e organizzato. In questo articolo vorremmo comunque proporre una soluzione plausibile.

Attraverso i diversi tool di authoring a disposizione, è possibile scrivere testi di ogni natura (tecnici, scientifici, finanziari, etc.) in una forma standardizzata, utilizzando una memoria terminologica che possa suggerire all’autore l’utilizzo del temine più efficace sulla base delle precedenti esperienze di redazione. In questo modo, ad esempio, un medico tedesco potrà redigere un referto seguendo i suggerimenti terminologici che renderanno più efficace la traduzione automatica del testo nel momento in cui un suo collega francese accederà al referto.

Per avere maggiori informazioni sui nostri servizi di gestione dei contenuti e traduzione medico-scientifica, potete contattarci seguendo il pulsante in basso. Nel frattempo, seguiremo con attenzione gli sviluppi del progetto europeo.

Mps, Carige e i crediti deteriorati: cosa succede alle banche italiane?

Per il sistema bancario italiano il nuovo anno è iniziato in salita. La crisi di Banca Carige e il conseguente commissariamento da parte della Banca Centrale Europea ha dato vita a nuove e vecchie preoccupazioni sullo stato di salute delle banche italiane.

 

LA CRISI DI BANCA CARIGE

banca carigeLa crisi dell’istituto genovese, che segue la questione ancora aperta di Monte dei Paschi di Siena, ha visto l’intervento del governo giallo-verde che ha varato in tempi record il decreto di “salvataggio” della banca. Nel decreto il Governo ha stanziato 1,2 miliardi di euro a garanzia del capitale per le future emissioni di obbligazioni da parte di Carige e su un’eventuale richiesta di ulteriore liquidità a Banca d’Italia.

È presto per azzardare valutazioni sul futuro di Carige, sul piatto delle ipotesi al momento resta in piedi un processo di nazionalizzazione temporanea da parte del Tesoro italiano oltre alla possibilità di una acquisizione dell’istituto da parte di altri colossi bancari italiani. Si parla con insistenza di un interesse di Unicredit, ma anche di Ubi o di un gruppo estero presente in Italia come Crédit Agricole.

Se da un lato l’intervento politico ha temporaneamente ridimensionato l’allarme rosso scattato a seguito dell’assemblea del 22 dicembre e del conseguente commissariamento, nuove nubi si stagliano all’orizzonte per il sistema bancario italiano.

 

MPS E LE OSSERVAZIONI DELLA BCEmonte dei paschi

Il futuro incerto di Banca Carige si somma alle problematiche non ancora del tutto risolte di Monte dei Paschi di Siena.

A riaccendere i riflettori sulla tormentata banca senese è la stessa Banca Centrale Europea che lo scorso 5 dicembre ha inviato all’istituto una lettera contenente le nuove richieste dei requisiti prudenziali da rispettare per il 2019. Ma soprattutto ha indicato i rischi e i punti di debolezza che la banca deve affrontare. Più che di una lettera, si tratta di una serie di rimostranze in cui si evidenzia la necessità di migliorare la redditività, fino ad oggi secondo la Bce ancora inferiore agli obiettivi del Piano.

In riferimento alla condizione patrimoniale dell’istituto, l’analisi della Bce parla di una situazione indebolita dagli impatti dell’aumento dei differenziali di spread tra BTp e Bund dei mesi scorsi. Proprio sul tema della raccolta, gli ispettori di Francoforte lanciano l’allarme mettendo in evidenza le sfide poste dal piano di ristrutturazione sul lato del funding e sulla capacità di Mps di attuare con successo la propria strategia di raccolta, viste le turbolenze che si stanno verificando nei mercati italiani.

 

GLI NPL E LA DEADLINE DELLA BCE

Potrebbe apparire come una corsa ai ripari quella della Vigilanza della Bce che ha invitato le banche italiane a ridurre l’incidenza dei crediti deteriorati (Non Performing Loans) fino ad un loro azzeramento entro i prossimi anni. In questo caso non si tratta di un invito rivolto esclusivamente a Carige e Mps, la missiva proveniente da Francoforte infatti coinvolge l’intero sistema bancario europeo.

Facendo le dovute differenze e indicando delle scadenze diversificate per ogni Istituto, la Bce richiama le banche italiane per l’attuazione di un piano per aumentare le coperture fino a svalutare integralmente lo stock di crediti deteriorati in un arco pluriennale predefinito.

Lo schema proposto dalla Bce presuppone una ripartizione degli istituti bancari in tre macro-gruppi, suddivisi in base all’entità delle sofferenze in tema di Npl.

Per quanto riguarda gli istituti di prima fascia come Unicredit e Intesa Sanpaolo, le aspettative prevedono una copertura minima del 60% entro fine 2020 sui crediti garantiti, per arrivare al 100% nel 2024. Sui non garantiti, la copertura minima è del 70% a fine 2020 così da arrivare al 100% nel 2023. È questo il caso di una banca come Unicredit, che ha già confermato il 2024 come la deadline indicata dalla Bce per completare gli accantonamenti. Anche Intesa Sanpaolo ha evidenziato come gli impatti sugli obiettivi del Piano d’impresa non siano significativi.

Nella seconda fascia sono invece ricomprese le banche con una capacità più contenuta di coprire i crediti non performanti. In questo caso si parte da una richiesta di copertura minima al 50% sui crediti garantiti al 2020, mentre l’orizzonte massimo per completare gli accantonamenti slitta al 2025. In questa classe dovrebbero essere ricomprese diverse banche europee tra cui alcune banche italiane come Ubi Banca, Banco Bpm e Bper.

Il terzo macro-gruppo ricomprende invece le banche più in difficoltà e alle quali Francoforte ha concesso di abbassare l’asticella minima al 40% a fine 2020 sui crediti garantiti da collaterale, per allungare a sette anni, al 2026, il termine massimo per la piena copertura. In questo gruppo è compresa Banca Mps, a livello europeo ricadrebbero diverse banche in condizione di criticità, in particolare nei paesi dell’Est-Europa, in Irlanda e in Grecia.

 

CONCLUSIONI

Le banche italiane sono nel pieno di una dura prova di forza. Gli errori commessi e le difficoltà finanziarie di questi anni hanno dato origine a un’ondata di oscillazioni ancora in corso. Da Mps a Carige, passando per l’aumento dello spread di cui abbiamo avuto modo di parlare in precedenza, il sistema bancario italiano è sotto osservazione da parte dei commissari della Bce e più in generale del mercato finanziario europeo.

Negli ultimi trent’anni abbiamo tradotto migliaia di documenti finanziari. Ci siamo occupati di bilanci, di comunicati agli azionisti, relazioni finanziarie, report semestrali e annuali, etc. Lo abbiamo fatto al fianco di clienti operanti nel settore bancario e finanziario che ci hanno aiutato a sviluppare le competenze tecniche, per questo seguiamo con attenzione gli sviluppi dell’economia italiana. Per interesse personale, certo. Per affinità con i nostri clienti, senza dubbio. Ma soprattutto perché le società globali come Intrawelt vivono in prima persona le influenze delle dinamiche economiche e commerciali su scala internazionale.

Note: Linee guida per le Banche sui Crediti Deteriorati (NPL) – Scarica

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Traduzioni giurate e Asseverazioni: procedure semplificate in Albania

L’ambasciata italiana in Albania ha diramato un comunicato stampa con il quale si stabiliscono le nuove procedure per le Asseverazioni e le Apostille di documenti destinati dall’Italia all’Albania e viceversa. Dal 1°gennaio 2019, infatti, entrano in vigore le nuove regole per la legalizzazione delle traduzioni in Albania. Facendo seguito alle comunicazioni dell’Ambasciata italiana a Tirana, con il nuovo anno sarà possibile adottare anche per le traduzioni giurate la forma dell’Apostille (come previsto dell’art.1 della Convenzione dell’Aja del 5.10.1961, operativa tra Italia e Albania dal 1° luglio 2011).

Ambasciata italiana a Tirana.

Non sarà più necessario, quindi, richiedere la legalizzazione della traduzione presso le autorità consolari. L’atto originale rilasciato dalle Autorità albanesi munito di Apostille e corredato di traduzione anch’essa munita di Apostille potrà quindi essere presentato direttamente presso le Autorità italiane in Italia. Le medesime regole varranno, viceversa, per gli atti rilasciati dalle autorità italiane e presentati alle autorità albanesi.

Con l’adesione da parte dell’Albania alla Convenzione dell’Aja e con l’attuazione delle nuove procedure semplificate, i documenti tradotti da un traduttore giurato destinati dall’Italia al territorio albanese dovranno essere semplicemente apostillati ed invitati direttamente presso le autorità albanesi senza il bisogno di passare al vaglio della Procura della Repubblica (come previsto per i paesi non aderenti dalla Convenzione dell’Aja del 1961).

In questo modo, l’atto originale rilasciato dalle Autorità Italiane (o viceversa albanesi) munito di Apostille potrà essere presentato direttamente presso le Autorità albanesi.

In virtù dell’esperienza decennale maturata sul campo, abbiamo aperto un ufficio dedicato alle traduzioni giurate nei pressi del Tribunale di Fermo. In questo modo possiamo gestire con cura e precisione le migliaia di istanze che riceviamo annualmente e che impegnano i nostri traduttori giurati certificati.

Per ogni necessità di approfondimento o per richiedere un preventivo sulle traduzioni giurate potete contattarci attraverso la pagina dedicata presente sul nostro sito https://intrawelt.com.

 

 

Banca Mondiale

World Bank Ranking: dieci paesi in cui fare business nel 2019

Con il 2019 ormai alle porte, il mondo dell’imprenditoria guarda già al futuro per cercare di capire cosa potrebbe riservarle il nuovo anno.
La Banca Mondiale ha pubblicato la sedicesima edizione del rapporto annuale Doing Business, che presenta una classifica dei Paesi in base alla “facilità di fare impresa”.

Le molteplici variabili da valutare nel momento in cui si pianificano investimenti in paesi esteri sono di natura giuridica, legislativa, fiscale, economica e sociale. Il rapporto annuale della Banca Mondiale prende in esame i singoli parametri per individuare i migliori sistemi nazionali su cui investire per aprire nuovi canali di business e quindi più interessanti in prospettiva imprenditoriale.

Il 2019 si avvicina, per imprese e startup è tempo di bilanci e di progetti di investimento.

 

I parametri

Ease of Doing Business 2019 prende in considerazione alcune variabili di natura legislativa, amministrativa ed economica che rendono i vari Stati nazionali più o meno “ospitali” per gli investimenti futuri.

I parametri di valutazione utilizzati dalla World Bank per la definizione del ranking sono i seguenti:

Avvio di attività: le procedure, il tempo, il costo e il capitale minimo versato per avviare un’attività. Impianto normativo generale del paese di riferimento, unito a una gamma di risultati economici come la produttività, la crescita e l’occupazione.

Permesso di costruzione: è il parametro attraverso il quale si valutano di tempi di ottenimento di un permesso di costruzione e i meccanismi di controllo qualità e sicurezza della costruzione stessa.

Infrastrutture per l’elettricità: Procedure, tempi e costi per collegarsi alla rete elettrica, l’affidabilità della fornitura di energia elettrica e la trasparenza delle tariffe.

Registrazione di proprietà: insieme di procedure necessarie per l’acquisto una proprietà e per il trasferimento della stessa dal venditore all’acquirente, misura di tempi e costi per completare ciascuna di queste procedure.

Proprio in questo ambito, siamo regolarmente scelti da società italiane ed estere per le attività di traduzione, asseverazione e certificazione di documenti legali, contratti e permessi relativi alla gestione d’impresa.

 

World Bank

Fig. 1 – Fonte: World Bank; Elaborazione grafico: Intrawelt

Accesso al credito: insieme di procedure e normative che facilitano o complicano la possibilità di accedere a forme di finanziamento per le imprese.
Tutela degli investitori minoritari: regolamentazione dei diritti degli azionisti di minoranza nelle attività di Corporate Governance.
Tasse: tempistiche di pagamento e cuneo fiscale da sostenere affinché l’impresa sia considerata in regola con tutte le regolamentazioni fiscali del paese.
Commercio fuori confine: tempi e costi per l’esportazione di prodotti all’estero.

La documentazione commerciale e finanziaria rappresenta, al pari di quella legale, la risorsa più importante per il regolare avvio di una attività imprenditoriale. Per questo motivo, i progetti di traduzione della documentazione nelle lingue dei paesi di destinazione sono gestiti da Intrawelt tramite linguisti esperti del settore commerciale e finanziario.

Applicazione dei contratti: La capacità di far rispettare i contratti e risolvere le controversie è fondamentale affinché i mercati funzionino correttamente.
Risoluzione delle insolvenze: efficienze o carenze nella legislazione esistenti in materia e le principali strozzature procedurali e amministrative nel processo di insolvenza.
Regolamentazione del Mercato del Lavoro: livello di flessibilità del lavoro, aspetti regolatori sulla qualità del lavoro, le tutele e le rigidità in materia di licenziamento.

 

I risultati

L’analisi dei dati forniti dal report ha preso in esame principalmente due parametri: il ranking sulla facilità di apertura di un impresa e la classifica generale dei migliori 10 paesi nei quali investire nel 2019.

Facilità di apertura di un’impresa (Fig. 1)

Il primo ranking elaborato dalla World Bank è in parte sorprendente. Innanzitutto, tra i primi 10 classificati non compare nessuna delle grandi potenze mondiali. Il paese europeo meglio posizionato è la Georgia la quale, con il suo secondo posto, precede il Canada e Singapore.

È la Nuova Zelanda, invece, a posizionarsi in testa alla classifica dei paesi con il più alto coefficiente di semplicità nell’avviare un nuovo business (il primo dei parametri descritti in precedenza).

I migliori 10 paesi in cui fare business (Fig. 2)
Tenendo conto di tutto l’insieme dei parametri identificati nella costruzione del ranking, la classifica finale risulta leggermente modificata. Tra i primi 10 paesi in cui investire nel 2019, su scala globale, troviamo alcune delle grandi potenze economiche, sebbene in posizione defilata.
Stati Uniti e Regno Unito, infatti, si posizionano all’ottavo e nono posto della graduatoria guidata per il terzo anno dalla Nuova Zelanda. Seguono Singapore e Danimarca.

Banca Mondiale Doing Business

Fig. 2 – Fonte: World Bank; Elaborazione grafico: Intrawelt

 

Le barriere linguistiche

Gli investimenti in paesi esteri richiedono non soltanto un impegno economico e strategico. In ogni fase del processo è fondamentale, infatti, conoscere la lingua del paese di destinazione e i differenti vocabolari tecnici. Che si tratti di documentazione legale, contrattualistica, atti di costituzione societaria o documenti fiscali e finanziari, è importante adottare un registro comunicativo impeccabile e senza errori di traduzione che rischierebbero di compromettere l’intero business.

Per queste ragioni negli anni abbiamo avuto modo di gestire progetti di traduzione legale, finanziaria e farmaceutica in alcune delle lingue di destinazione parlate nei paesi oggetto della classifica. Solo per citare qualche esempio, gestiamo regolarmente progetti di traduzione legale e certificata per la Korea, Singapore e la Nuova Zelanda. La presenza di un ufficio a Londra ci rende, inoltre, un partner strategico per gli investimenti in entrata ed in uscita dal territorio britannico.

Il lavoro svolto annualmente dalla World Bank rappresenta una risorsa preziosa per quelle aziende votate all’internazionalizzazione e questa classifica può rappresentare uno spunto importante per cercare nuovi canali di business. Al contempo, il consiglio è quello di affidarsi ad agenzie di traduzione qualificate e certificate, in grado di fungere da ponte linguistico ed abbattere tutti gli ostacoli comunicativi che potrebbero manifestarsi durante tutto il percorso.