Il futuro della traduzione professionale in un mondo sempre più “monolingua”

La storia dell’umanità ci insegna che tutto si trasforma e nulla si distrugge: antiche popolazioni, imperi, sistemi economici, lingue antiche. Tutto ha avuto un inizio, un dominio, una metamorfosi.

È successo con la fine del lavoro agricolo ed il boom di quello industriale di fine ‘800, con il crollo dell’impero romano o con l’oblio del latino dopo secoli di dominio incontrastato.

 

Il secolo del crollo di Babele

Nel XXI secolo, invece, si assiste al processo di globalizzazione che coinvolge ogni aspetto della nostra vita: l’economia, la cultura, la tecnica e ovviamente la lingua.

L’Unesco stima per fine secolo la scomparsa fra il 60 e l’80% delle lingue esistenti.
Dall’Africa all’Asia, dal Medio Oriente all’India passando per l’Europa, il mondo sta assistendo ad una trasformazione epocale che vede al centro l’affermazione dell’inglese come lingua globale, nonostante quello anglosassone non sia l’idioma con più madrelingua al mondo. Il primato spetta infatti alla Cina, ma anche quest’ultima ha introdotto l’insegnamento dell’inglese nelle scuole.
In Corea del Sud, racconta Jacob Mikanowsky in un articolo su The Guardian “un numero crescente di genitori adotta una forma di chirurgia per i bambini che prevede il taglio di una sottile fascia di tessuto sotto la lingua. La maggior parte dei genitori paga per questo intervento perché crede che aiuterà i loro figli a parlare meglio l’inglese consentendo al bambino di pronunciare con facilità la consonante retroflessa inglese, un suono che è considerato particolarmente difficile per i coreani”.

Traduzione professionale

Figura 1 – Il modello di connessioni linguistiche di De Swaan

La piramide delle connessioni linguistiche

Il sociologo olandese Abram De Swaan ha elaborato un modello di connessioni linguistiche rappresentato da una piramide, con al vertice quella che lui stesso definisce lingua “ipercentrale”, l’inglese.
Alla base della piramide ci sono le “lingue pe riferiche”, che costituiscono il 98% di tutte le lingue, ma sono parlate da meno del 10% dell’umanità. Di seguito sono elencate le 12 “lingue supercentrali”: arabo, cinese, inglese, francese, tedesco, hindi, giapponese, malese, portoghese, russo, spagnolo e swahili.

In cima alla piramide vi sono le lingue che collegano quelle “supercentrali”. In origine erano due, inglese e francese. Ad oggi ce n’è solo una, l’inglese che De Swaan chiama “il linguaggio ipercollettivo che tiene insieme l’intero sistema linguistico mondiale”.

La letteratura e l’impulso creativo delle traduzioni

Nel mondo letterario, come spiega in una interessante intervista la traduttrice Nicola Denis, se le opere letterarie non venissero più tradotte ci sarebbe un impoverimento culturale enorme, anche perché le letterature nazionali e le lingue sopravvivono e si diffondono grazie alla maestria di traduttori editoriali che riescono a trasferire concetti e pensieri in modo del tutto naturale.

 

Quale sarà l’evoluzione del mondo della traduzione professionale e dell’industria dei servizi linguistici?

In un mondo sempre più anglofono, ci si potrebbe interrogare sul futuro dell’industria linguistica. Per analizzare le possibili ripercussioni sui servizi di traduzione professionale, editoriale e interpretariato abbiamo fatto un calcolo dei progetti realizzati da Intrawelt® relativamente ai servizi di traduzione nell’ultimo anno, prendendo in esame le lingue di destinazione della traduzione.

I dati ci dicono che, per quanto l’inglese sia la lingua straniera più tradotta, imprese e professionisti parlano ancora una moltitudine di lingue. È da precisare che i progetti di traduzione riguardano clienti di tutto il mondo e tutte le combinazioni linguistiche possibili.

Di seguito troverete le prime 20 lingue richieste nei progetti commissionati a Intrawelt®, tra le 140 combinazioni linguistiche offerte. Come si può notare, oltre all’italiano come prima lingua richiesta, l’inglese è al secondo posto certamente non in una posizione di dominio assoluto, considerate le 1.282 richieste del tedesco (terza lingua), le 1.262 del francese (quarta) e le 1.170 dello spagnolo (quinta).

In conclusione, possiamo serenamente affermare che il lavoro del traduttore e dell’interprete non è affatto in via di estinzione. Sicuramente l’inglese è diventata lingua dominante nel campo della tecnica, della ricerca scientifica, dell’economia e della politica. Fuori dai registri tecnici, però, i cittadini continuano a conservare la propria identità e parlare la propria lingua. E quale azienda in questo momento sarebbe pronta ad assumersi il rischio di parlare esclusivamente una ed una sola lingua soltanto? Noi ancora non ne abbiamo conosciute.

Seguite la nostra pagina Facebook per tenervi aggiornati sui nostri contributi o contattateci al seguente form per chiedere informazioni sui nostri servizi. Potete inoltre seguirci su LinkedIn, Twitter, ed ora anche sulla nuova pagina Instagram.

 

Traduzione inglese

Figura 2 – Fonte dati Intrawelt 2018

Traduzione inglese

La traduzione nell’era della sharing economy

Sebbene il lavoro del traduttore e dell’interprete sia per noi il più bello del mondo, in Italia i professionisti del settore vivono una situazione di difficoltà.

Si parla spesso di giovani con partita iva mal pagati, costretti a inseguire lavori assegnati da piattaforme automatiche, tendenzialmente frustrati. In un interessante articolo, la situazione lavorativa dei traduttori italiani è stata accostata ai fattorini di Foodora.

traduttore italiano inglese

Sondaggio condotto da AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) nel 2012

Traduzione editoriale vs. traduzione non editoriale

Nel settore della traduzione si possono distinguere due macro-aree: la traduzione editoriale e la traduzione non destinata all’editoria, che riguarda ad esempio documenti e contenuti di varia natura destinati a privati, aziende e pubblica amministrazione. In entrambi i casi non mancano i malesseri, sebbene in forma differente.

Nella prima categoria rientrano le attività relative a traduzioni di libri e prodotti editoriali in genere che ricadono nel diritto d’autore. Un numero infinito di saggi, romanzi e racconti viene affidato alle sapienti mani dei traduttori editoriali che nel trasferire il testo in una lingua diversa da quella originale lo modellano anche in base alla cultura di destinazione. Nonostante ogni parola nella nuova lingua venga accuratamente scelta e sia frutto dell’opera intellettuale del traduttore, il suo lavoro rappresenta ad oggi una attività scarsamente retribuita e non riconosciuta socialmente.

La traduzione di contenuti e documenti non destinati all’editoria, invece, comprende quei servizi dedicati a documentazione tecnica, legale, scientifica e più in generale rivolta ad aziende pubbliche e private e liberi professionisti. I traduttori che operano in questo segmento traducono ad esempio documenti legali, relazioni finanziarie per aziende, libretti e manuali di istruzione, comunicati stampa, schede prodotto destinate all’e-commerce e tanto altro ancora.

Intrawelt® è un Language Service Provider affermato in questo secondo ambito e gestisce ogni giorno una miriade di progetti in settori quali quello finanziario, industriale, life sciences, marketing e localizzazione siti web, fornendo anche traduzioni giurate e in generale servizi di asseverazione, legalizzazione, apostille e visto consolare.

 

L’organizzazione automatizzata del lavoro di traduzione professionale

L’organizzazione del lavoro nella sharing economy è gestita sempre più di frequente da sistemi automatizzati di assegnazione degli incarichi. Che si tratti di compagnie di trasporti, di consegna cibo o di traduzione, una piattaforma gestisce il lavoro ricevendo la richiesta del cliente e inviando una notifica di incarico.

Lo stesso sistema viene spesso usato anche per la gestione dei servizi di traduzione: alcune società che si presentano come fornitori di servizi linguistici altro non sono che piattaforme Web che assegnano automaticamente incarichi ai traduttori iscritti al database. Il funzionamento è semplice: una volta compilata online la richiesta da parte del cliente, tutti i traduttori iscritti ricevono una notifica del nuovo progetto commissionato e, come per i tassisti di Uber, il più veloce ad accettare si aggiudica il lavoro.

In questo tipo di organizzazione, la persona che presta il servizio e le sue competenze sono sostanzialmente irrilevanti e facilmente sostituibili.

traduttore italiano inglese

Sondaggio condotto da AITI (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti) nel 2012

Grazie a questo tipo di struttura molti portali online possono proporre traduzioni a costi stracciati, svolgendo esclusivamente lavoro di intermediazione automatica tra cliente e traduttore, mettendo quest’ultimo in una situazione per la quale, pur non avendo un contratto di lavoro, di fatto lavora in subordinazione e offrendo al richiedente un servizio approssimativo basato esclusivamente sul prezzo più basso.

Se il settore pubblico solitamente rappresenta il rifugio sicuro per ogni lavoratore, per i traduttori neanche le istituzioni sono un salvagente. Stando al Decreto Ministeriale 16 marzo 2001, n.032/655, i requisiti per la selezione di traduttori e interpreti sono piuttosto blandi. Così è stato, ad esempio, per la selezione di traduttori e interpreti presso l’Ambasciata italiana a Londra. Nessuna necessità di conseguire lauree o specializzazioni ma solo un paio d’anni all’estero e un diploma di scuola superiore.

 

Il ruolo del project manager nei servizi di traduzione professionali

Il segreto per salvaguardare la qualità del lavoro di un traduttore è un’organizzazione competente e puntuale del progetto. In Intrawelt® adottiamo un workflow gestito da linguisti specializzati che interagiscono e coordinano i diversi professionisti coinvolti in un progetto di traduzione e/o interpretazione. I nostri project manager ricevono la richiesta del cliente, predispongono il preventivo e selezionano, sulla base di competenze tecniche e settoriali, traduttori, revisori, grafici e QA manager a cui assegnare l’incarico, offrendo ai clienti le soluzioni migliori in termini di tempi e costi, ma senza scendere a compromessi in termini di qualità.

L’assegnazione del lavoro in Intrawelt® non è una gara al traduttore che arriva per primo: è il project manager a contattare i professionisti più adeguati in termini di settore di specializzazione, illustrando il progetto da svolgere e valutandone la fattibilità sulla base della tempistica indicata dal cliente e delle competenze tecniche richieste.

I nostri traduttori e interpreti sono professionisti madrelingua qualificati, specializzati in differenti settori produttivi e con esperienza comprovata. Tutte queste caratteristiche, unite a un uso ottimale delle migliori tecnologie di gestione della traduzione attualmente presenti sul mercato, ci consentono di rispondere adeguatamente alle esigenze dei clienti in termini di tempistica, costi e qualità del servizio garantendo al contempo il giusto riconoscimento alla professionalità dei traduttori e degli interpreti cui ci affidiamo.

Un team consolidato di project manager competenti, traduttori e interpreti selezionati secondo i più rigorosi standard internazionali, un uso ottimale delle più recenti tecnologie di gestione dei progetti e della traduzione: Intrawelt® ha scelto da che parte stare.

Seguite le pagine Facebook, LinkedIn, Twitter e Instagram per tenervi aggiornati sui nostri contributi o contattateci al seguente form per chiedere informazioni sui nostri servizi.

Aderenza alla terapia e comunicazione farmaceutica: l’attenzione fa la differenza

Mentre la ricerca scientifica compie passi da gigante nella cura di malattie solo fino a pochi decenni fa ritenute incurabili, in Europa si contano circa 200 mila decessi l’anno a causa di una errata interpretazione delle terapie o dei farmaci prescritti.
Secondo un’indagine di Cittadinanzattiva, in Italia quasi un medico su tre ritiene di non aver tempo sufficiente da dedicare ai pazienti per assicurare l’aderenza alle terapie. Solo la metà si accerta che il proprio assistito abbia compreso le indicazioni e più di uno su tre si dice oberato dal carico burocratico.

L’insufficiente attenzione all’aderenza terapeutica sembra quindi stridere con i grandi progressi che invece sta facendo la scienza. Evidentemente però la causa del fenomeno non è esclusivamente ascrivibile al mancato controllo da parte dei medici curanti o alla scarsa attenzione del paziente alla cura.

Le variabili che portano all’assunzione di medicinali errati sono molteplici, non ultima la presenza sul mercato dei cosiddetti farmaci Lasa (Look alike/Sound alike), ovvero di medicinali con una denominazione simile, confondibili per pronuncia o per la somiglianza della confezione.

I problemi dell’aderenza terapeutica sono molteplici, tra questi la presenza sul mercato dei farmaci Lasa (Look alike/Sound alike), medicinali con una denominazione simile, confondibili per pronuncia o per la somiglianza della confezione.

Il ruolo delle Istituzioni nella prevenzione

Al fine di ridurre il margine di errore nelle terapie, il Ministero della Salute emette periodicamente l’elenco dei farmaci Lasa aggiornandolo sulla base delle immissioni sul mercato di nuovi prodotti. A livello europeo, inoltre, l’associazione SIHA (Senior International Health Association), con il Patrocinio del Parlamento Europeo e del Comitato delle Regioni dell’UE ha redatto la  Carta europea per l’aderenza alla terapia. 

La comunicazione delle case farmaceutiche

Il documento raccoglie dieci punti da adottare per aumentare il livello di aderenza alle terapie.

Oltre alle raccomandazioni a medici di base, istituzioni regionali e nazionali e ai pazienti, la Carta chiama in causa direttamente le case farmaceutiche (al punto 8) invitandole all’adozione di soluzioni mirate ad aumentare l’aderenza terapeutica “semplificando i trattamenti (farmaci e istruzioni) e adottando un packaging che aiuti a memorizzare il prodotto”.

Traduzioni farmaceutiche

Un esempio di farmaci Lasa

L’importanza delle traduzioni farmaceutiche

Nelle collaborazioni portate avanti da Intrawelt con clienti del settore farmaceutico, il tema è stato più volte al centro dell’attenzione. Davanti ad un lavoro di traduzione di farmaci, materiali medici, di indicazioni terapeutiche, o di impaginazione grafica della confezione, il nostro ruolo è anche quello di fare in modo che tutte le parti coinvolte nel processo di traduzione (project manager, traduttore e revisore, ma anche gli addetti alla quality assurance e all’impaginazione grafica) siano pienamente consapevoli dell’importanza della comunicazione farmaceutica visto il ruolo che poi svolge nella vita dei cittadini. Seguiamo pertanto con attenzione questa tematica, confidando nell’efficacia della Carta Europea.

Sebbene le industrie farmaceutiche non possano prescindere dalle attività di marketing e brand identity awareness per la vendita dei loro prodotti, la delicatezza del settore richiede l’utilizzo di un registro linguistico che tenga conto dell’impatto sulla salute dei cittadini. Una comunicazione poco chiara, o anche graficamente ambigua, può provocare danni estremi nei pazienti.

Per questo motivo gestiamo ogni lavoro di traduzione del settore con estrema responsabilità, utilizzando esclusivamente traduttori madrelingua e grafici professionisti con elevate competenze pregresse nella gestione di documentazione medica e farmaceutica.

Solo così possiamo garantire allo stesso tempo servizi di qualità alla clientela e una comunicazione corretta ed efficace per i cittadini.

Seguite le pagine Facebook, LinkedIn, Twitter e Instagram per tenervi aggiornati sui nostri contributi o contattateci al seguente form per chiedere informazioni sui nostri servizi.

Vite da Intrawelt_Vol1: London calling

Una delle attività più complesse che un’azienda con sedi dislocate nel mondo deve compiere è quella di tenere unite tra loro persone che lavorano e vivono a migliaia di chilometri di distanza.

Far sentire ogni dipendente parte di un unico grande gruppo di professionisti e di amici è la chiave del successo. In questi giorni abbiamo avuto nella nostra sede centrale il responsabile commerciale dell’ufficio Intrawelt di Londra, Tim John.

I momenti di incontro sono le occasioni migliori per fare il punto della situazione, aggiornarsi sullo stato dell’arte, sugli obiettivi raggiunti e quelli ancora da portare a casa. Ma è anche il momento opportuno per aggiungere un tassello nel rafforzamento dell’identità aziendale. Dopo una mattinata di riunioni ed un pranzo davanti al mare, abbiamo invitato (leggasi “costretto”) Tim John a raccontarsi. Perché? Perché crediamo che l’azienda ed i suoi servizi siano costituiti da volti, storie di vita, da professionisti. Raccontare queste storie è il modo migliore per aprire le nostre porte, ed è con queste premesse che inauguriamo oggi la sezione dedicata alle vite da Intrawelt, partendo da Londra.

Più che un’intervista, quella con Tim è stata una di quelle chiacchierate che nascono dal nulla e finiscono col meritare un ruolo nella nostra storia.

Tim ha 33 anni, una moglie e due figli con i quali vive vicino Londra. Laureato in Storia Moderna alla University of Westminster, ha iniziato la sua carriera nell’ambito delle risorse umane.

 

Visita alla futura sede Intrawelt. Sull’argomento ritorneremo molto presto. Stay tuned!

Tim, com’è iniziata la tua carriera?
Ho iniziato lavorando nelle risorse umane, mi occupavo di ricerca e selezione. Ero appassionato del settore e ho portato avanti questo interesse per alcuni anni, poi ho deciso di cambiare e di mettere in campo le mie capacità commerciali.

Come sei arrivato qui in Intrawelt?

Sono arrivato in Intrawelt da professionista. Ho conosciuto la proprietà durante una collaborazione professionale, ci siamo piaciuti ed è subito scattata la scintilla. Prima di arrivare qui, però, ho lavorato per quasi dieci anni come Account Executive prima e come Sales Manager e Senior Business Development Manager dopo. In questi dieci anni ho lavorato quasi esclusivamente in agenzie di traduzione e interpretariato tra le quali alcune di grande prestigio.

Cosa ti ha convinto a entrare a far parte di questo team?

Per fare una scelta del genere è necessaria una serie di combinazioni favorevoli che, in questo caso, si sono verificate pienamente. Ho avuto modo di conoscere anzitutto dei grandi professionisti e non da meno delle persone molto dinamiche, estremamente socievoli e che sanno metterti a tuo agio. Ho condiviso subito i loro obiettivi e mi sono lasciato travolgere dalla loro forza.

A proposito di obiettivi, quali sono i tuoi progetti?

In questo momento il mio progetto (professionale) è concentrarmi su quello in cui sono bravo, sviluppare il business, far crescere l’azienda e crescere professionalmente. Siamo ben posizionati sul mercato, e siamo in continua crescita nel segmento britannico ma non sono una persona che si accontenta facilmente. Da qui a 5 anni conto di portare risultati importanti per il gruppo.

Tim accolto con un omaggio UK.

Restando in tema di vittorie e di grandi risultati, dopo questi mondiali lavorerai ancora con clienti croati e belgi?

[Silenzio, gelo, ghiaccio] Ho sperato che vincesse la Croazia, lo avrebbe meritato. [Eravamo indecisi se inserire questa domanda, non ce ne vogliano tutti i nostri clienti francesi, a proposito complimenti!]

Quali sono i tuoi interessi Tim?

Mi piacciono i giochi di strategia, gli scacchi, le serie tv di fantascienza. Amo il vino, soprattutto quello italiano, e amo cucinare. [Qui la discussione è andata avanti per una mezzora abbondante su cibo e vino. Tim odia i funghi, ricordatevelo.] Ho una casa in Italia, in Calabria. Adoro quei posti, il pesce, il mare…

Quindi conosci la soppressata?

No, cos’è?

Niente Tim, non fa niente, forse è arrivato il momento di salutarci. Vuoi dire qualcosa in chiusura?

Si, intanto grazie per questa chiacchierata e per avermi accolto in questo modo. Sono orgoglioso di lavorare con Intrawelt, ci sono arrivato dopo anni di esperienza ed il potenziale che vedo qui dentro è qualcosa di eccezionale. Grazie davvero.

Grazie a te Tim, ti auguro buona fortuna.

Quasi dimenticavo, potete seguirci su Facebook, Linkedin, Twitter oppure visitare il nostro sito www.intrawelt.com

Comunicazione globale

Quale lingua per il marketing? L’inglese da solo non basta

Quante lingue deve parlare un’azienda? Questa è una domanda che in pochi fanno, considerando che la stragrande maggioranza delle aziende occidentali parla esclusivamente inglese come seconda lingua. Iniziamo con il dire che quella dell’inglese come lingua “madre della globalizzazione” è una convinzione oramai superata che sta producendo danni economici non indifferenti, a partire dal Regno Unito stesso.

Secondo The Guardian «le scarse conoscenze linguistiche e la convinzione che tutti parlano inglese, costano all’economia inglese circa 48 miliardi di sterline ogni anno, circa il 3,5% del PIL». Il caso britannico non è per noi interessante singolarmente ma rappresenta una specie di termometro mondiale.

 

Le lingue più parlate nel mondo (in milioni di persone) Fonte Statista 2018 – www.statista.com

 

Come si nota dal grafico, utilizzare la sola lingua inglese significa restare fuori da quei mercati in via di sviluppo composti da popolazioni identitarie come quella cinese, araba, russa o hindi.

Mentre l’economia insegue da decenni il sogno della globalizzazione, alcuni sociologi a partire da Zygmunt Bauman hanno provato e provano a mettere al centro dell’attenzione il tema dell’identità locale nella società globale. La glocalizzazione.

Luci e ombre dell’export italiano

Lasciando da parte per un momento le dinamiche globali ed entrando nella dimensione italiana, assistiamo ad un tessuto imprenditoriale ancora arretrato rispetto ai processi di internazionalizzazione linguistica. Secondo i dati di EF Corporate Solutions del 2017, le imprese italiane sono al 20mo posto nell’indice di conoscenza della lingua inglese. Nonostante una crescita rispetto al 2014 di quasi l’8%, restiamo ancora uno dei paesi con la più scarsa competenza linguistica.

Fonte EF Corporate Solutions

 

Allo stesso tempo, laddove si investe in internazionalizzazione diversificata con i paesi esteri, i risultati per il territorio italiano sono più che buoni. Un esempio è dato dal boom dei distretti industriali lombardi che continuano a crescere all’estero. In crescita sostenuta le esportazioni destinate ai nuovi mercati, in particolare quello cinese (dove l’export lombardo è cresciuto del 23,1%), russo (+15,5%), rumeno (+18,4%), turco (+11,2%), ceco (+5,6%), ungherese (+9%) e indiano (+9,7%).

Identità locale al centro del mercato globale

Ma cos’è la glocalizzazione? È una parola composta da due termini, globale e locale. In questo senso viene inteso come un processo consolidamento di una identità/prodotto/comunità locale all’interno della società globale. Think local, act global.

Nel contesto del quale si sta discutendo, si tratta di utilizzare gli strumenti di comunicazione del mercato globale differenziando il modo di vendere prodotti e servizi sulla base dell’identità linguistica e culturale dei mercati di riferimento. Prendendo ad esempio i distretti italiani lombardi di cui si accennava in precedenza, la loro capacità di penetrare in mercati così diversificati dipende anche dal loro saper parlare a quei mercati, conoscendone i valori, la lingua ed i bisogni.

In un precedente articolo abbiamo affrontato il tema degli hispanic speaker americani e di come questi ripongano maggiore fiducia in quelle aziende che comunicano in spagnolo, dimostrano di conoscere i loro usi e aderiscono ai loro valori.

Localizzazione del marketing e traduzione multilingue

Svanito l’incantesimo dell’omologazione globale, oggi le aziende sono obbligate a mettere in piedi delle strategie di comunicazione che rispondano a sempre crescenti bisogni identitari delle comunità di destinazione. Una campagna di successo nel mercato arabo, ad esempio, deve tenere conto della specificità locale della popolazione, dei suoi valori e del senso di appartenenza attorno alla lingua.

In un contributo apparso qualche settimana fa per il magazine britannico Business Partner, abbiamo parlato dell’importanza nell’affidarsi ad agenzie di traduzione ed interpretariato come la nostra di Intrawelt. Tale importanza è ancor più strategica nei servizi di localizzazione che permettono di tradurre un sito internet o una campagna di destinazione nelle singole lingue locali, tenendo conto delle specificità culturali e linguistiche.

Attraverso la localizzazione e l’utilizzo di forme comunicative identitarie Intrawelt aiuta aziende private di ogni dimensione ed enti pubblici ad affacciarsi su nuovi mercati finora inesplorati a causa delle barriere linguistiche.

I nostri non sono semplici servizi di traduzione ma vere e proprie attività di copywriting portate avanti da professionisti madrelingua con conoscenze radicate negli usi, costumi e valori delle singole popolazioni.

Seguite la nostra pagina Facebook per tenervi aggiornati sui nostri contributi o contattateci al seguente form per chiedere informazioni sui nostri servizi.

Intrawelt, traduzione e interpretariato professionali

Servizi finanziari e hispanic speaker in USA: una risorsa inesplorata

Qual è la prima immagine che viene in mente pensando agli ispanici d’America? Probabilmente il pensiero vola ai migranti in clandestinità, al muro costruito al confine con il Messico, a storie di povertà e repressione. Quanto è reale questo tipo di immaginario? In parte lo è, ma il quadro complessivo è ben più articolato.

Nell’immaginario collettivo, gli ispanici americani sono percepiti dal punto di vista economico come una popolazione relativamente povera con basse aspettative di vita e per questo non sono mai stati un target privilegiato nel mercato dei servizi avanzati.

Le opportunità della finanza nel mercato ispanico americano

Gli ispanici americani, tuttavia, oggi rappresentano il 17% della popolazione statunitense, votano Trump e registrano una significativa riduzione del tasso di disoccupazione. Sebbene questi dati possano già di per sé sembrare sorprendenti, un’analisi più approfondita svela un quadro generale ancora più interessante.

Secondo uno studio condotto nel 2017 da Univision Communications e Harris Poll intitolato Banking on Hispanics for Growth, dei 59 milioni di ispanici che vivono negli Stati Uniti, con un’età media di appena 29 anni, ben 16 milioni hanno età compresa tra i 18 e i 34 anni. Considerando un’aspettativa di vita di 82 anni, la comunità ispanica americana vanta una media di 53 anni di età attiva e idonea all’acquisto di prodotti finanziari, contro i 43 dei non ispanici.

Questo dato assume una rilevanza addirittura maggiore se si considera che, ad oggi, sono ancora relativamente pochi gli ispanici che usufruiscono di beni e prodotti finanziari, sebbene l’80% di essi (fonte Simmons 2017) dichiari di essere interessato all’acquisto, con un picco dell’84% tra coloro che parlano esclusivamente o prevalentemente la lingua spagnola.

Fonte Univision e Harris Poll

Il segno dei tempi e delle trasformazioni che la società americana sta attraversando è palese nella diversa concezione di prosperità tra ispanici e non ispanici. Per i primi, prosperità è sinonimo di crescita, di miglioramento delle condizioni di vita attuali rispetto alle generazioni precedenti, di raggiungimento dei propri obiettivi. I non ispanici, invece, intendono la prosperità come comfort, stabilità economica e possibilità di vivere quotidianamente senza stress.

Nella società americana alcune popolazioni, come quella ispanica, si stanno dimostrando più attive di altre nel perseguire gli obiettivi personali e professionali prefissati puntando a migliorare le proprie condizioni di vita. È proprio questa forza generazionale a rendere gli ispanici un mercato potenziale tutto da esplorare, soprattutto nei servizi finanziari.

La finanza tra identità e comunicazione efficace

Al pari delle popolazioni mediterranee, gli ispanici americani hanno uno stretto legame con la loro identità e le loro istituzioni sociali: la lingua, la famiglia, le relazioni. Lo studio condotto da Univision e Harris Poll ha rilevato che nella percezione della popolazione ispanica il 51% di loro si sente poco valorizzato dal mercato dei servizi finanziari, allo stesso tempo il 69% sostiene che le proposte non soddisfano i suoi bisogni ed il 22% è estremamente insoddisfatto.

Fonte Univision e Harris Poll

 

Dall’altro lato c’è un dato sorprendente. Solo il 29% degli ispanici, infatti, afferma che tasse ed interessi dei servizi sono l’ostacolo principale (contro il 44% dei non ispanici). Trovare la chiave per conquistare la loro fiducia oggi può fare la differenza.

Engagement identitario: il ruolo dei servizi di traduzione

Per conquistare una popolazione devi conquistare il suo cuore e la sua identità. La comunicazione è il modo migliore per farlo, le parole ed il linguaggio gli strumenti più efficaci.
L’88% degli ispanici promette totale lealtà a quelle aziende che dimostrano di essere parte attiva e di investire nel progresso della comunità.

La soluzione vincente è affidarsi a società di servizi di traduzione ed interpretariato come Intrawelt che da trent’anni lavora nel settore della traduzione finanziaria attraverso servizi di comunicazione multilingue, traduzione di bilanci, campagne promozionali in più di 30 lingue differenti.
Non solo traduzione ma anche interpretariato. La strategia vincente è avere un interprete specializzato in servizi finanziari a supporto della trattativa aziendale o dell’incontro con la comunità locale; una sorta di spalla con una elevata conoscenza degli usi e costumi ed allo stesso tempo con competenze finanziarie.

Affermarsi come top player di fiducia in un mercato identitario come quello ispanico richiede un elevato grado di conoscenza e condivisione di usi, costumi, regole sociali e linguaggio. È fondamentale saper parlare con gli stakeholders, le comunità, le banche e le imprese locali.
Non a caso Intrawelt è composta esclusivamente da professionisti madrelingua e con differenti specializzazioni nei settori finanziario, medico farmaceutico, legale, tecnico e marketing.

C’è una terra inesplorata nel Paese a stelle e strisce. La corsa a chi riuscirà a conquistare i cuori ispanici è appena iniziata e i nostri servizi, oggi, possono fare la differenza nel mercato dei prodotti finanziari.

Per approfondimenti, potete scriverci a info@intrawelt.com

Machine translation

L’industria italiana riparte dall’Intelligenza Artificiale

A dispetto di quanto l’immaginario collettivo possa pensare, l’Italia è uno dei migliori paesi al mondo nell’ambito della ricerca scientifica e tecnologica. E per quanto possa sembrare ancora più surreale, i principali settori interessati sono quello medico e il tecnologico.

Troppo spesso impegnata a “fare accademia”, la ricerca italiana finora è stata il più grande nemico di sé stessa. Oggi però sembra sia arrivata una risposta importante con la nascita del Laboratorio Nazionale sull’Intelligenza Artificiale.

Il progetto, promosso dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, coinvolge oltre 600 ricercatori provenienti da 40 atenei italiani ed i principali centri di R&S. L’obiettivo è quello di aiutare il sistema imprenditoriale italiano ad affrontare la rivoluzione industriale e tecnologica in atto: smart cities, fabbriche intelligenti, automazione industriale, big data, smart home. Questi sono i temi più caldi quando si parla di intelligenza artificiale e industria 4.0.

Sembra sia arrivato per l’uomo il tempo di lasciare spazio ai robot quindi. Come in una delle migliori produzioni targate Steven Spielberg (su progetto di Stanley Kubrick), macchine dalle sembianze umane inizieranno a svolgere il lavoro al posto nostro.

Sarà davvero così? Ovviamente no, o almeno non tanto da riuscire a soppiantare totalmente l’apporto dell’intelligenza umana.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E TRADUZIONE

Abbiamo già avuto modo di approfondire il rapporto tra intelligenza artificiale e traduzione e il lavoro che quotidianamente portiamo avanti ci aiuta a capire quale sia l’importanza del lavoro umano, soprattutto da un punto di vista intellettuale.

L’intelligenza artificiale ha un limite ad oggi invalicabile, in quanto programmata dall’intelletto umano non è capace di andare oltre le conoscenze per le quali è progettata.

Un esempio concreto

In Intrawelt spesso lavoriamo sulla traduzione e impaginazione di foglietti illustrativi dei medicinali, i famosi bugiardini. Si tratta di un’attività di estrema delicatezza, in quanto documentazione che non ammette alcun tipo di inesattezza e regolamentata da normative specifiche (che richiedono un wording preciso). Sono sfide che l’intelligenza artificiale non può ancora neanche lontanamente affrontare, basti vedere la qualità della traduzione di tanti famosi machine translation providers.

Tradurre una pubblicazione scientifica, un manuale multilingue di macchine industriali, accompagnare un cliente in un interpretariato d’affari, sono lavori talmente specializzati e basati sulla gestione di imprevisti, anomalie e situazioni poco prevedibili che difficilmente potranno essere affrontati e risolti al meglio da un software o da una macchina.

Siamo più che orgogliosi dei grandi progressi che l’Italia sta facendo nel campo dell’innovazione tecnologica, dell’automazione industriale e della robotica, e siamo i primi ad investire in infrastrutture e sistemi allo stato dell’arte. Al momento però, preferiamo pensare che se un giorno dovesse nascere un robot dalle sembianze umane, saremo ancora noi a tradurne il libretto d’istruzioni.

Quale intelligenza artificiale sarebbe più utile per voi? E soprattutto, conoscete già i servizi Intrawelt? Fate clic qui per approfondimenti.

Latinismo elettorale

Se è vero che molte parole prese in prestito dal latino sono ormai entrate nell’uso quotidiano della lingua parlata e scritta (ad hoc, ad honorem, auditorium, iter, raptus ecc.), è altrettanto vero che molti latinismi vengano usati “a sproposito”. Basta pensare ai nomi affibbiati alle varie leggi elettorali degli ultimi 20 anni.

Spesso si tratta di un uso improprio del suffisso ‘um’ per coniare nomi che hanno ben poco a che fare con il latino. Mattarellum, Porcellum o Italicum sono solo alcuni degli esempi più conosciuti, utilizzati per etichettare il tentativo o la proposta di legge elettorale del momento. In principio fu il Mattarellum, termine ideato dal politologo Giovanni Sartori, che si ispirò al nome del relatore della legge elettorale varata nel 1993, Sergio Matt<arella.

Nel 2005 viene poi approvata una nuova legge elettorale che l’anno successivo sarebbe stata definita una “porcata” dallo stesso autore, l’allora Ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, e sarebbe di conseguenza passata alla storia col nome piuttosto sarcastico di Porcellum.

Correva invece l’anno 2015 quando iniziava a farsi strada l’Italicum, la legge elettorale promossa da Matteo Renzi. Dichiarato incostituzionale, l’Italicum non è mai stato applicato ed è stato sostituito dalla legge attualmente in vigore, il Rosatellum bis, ideata dal capogruppo del Pd Ettore Rosato, già autore di una prima versione della legge nel 2015.

Insomma, cambiano gli autori, si alternano i sistemi elettorali e i partiti al governo, ma il latino sembra essere sempre in auge, forse perché aiuta a coprire con un’aura di autorevolezza i limiti evidenti palesati dal sistema elettorale italiano negli ultimi decenni.

Pixel Buds: Google punta il mercato della traduzione simultanea

Qualche mese fa Google ha lanciato sul mercato i Pixel Buds, degli auricolari senza fili che permettono di tradurre in tempo reale ben 40 lingue. Si tratta di uno strumento potenzialmente disruptive per il mercato della traduzione simultanea, un’innovazione di quelle in grado di innescare una vera rivoluzione.
Gli auricolari Pixel Buds funzionano in combinazione con un sistema di intelligenza artificiale legato a Google Translate e incorporato, per il momento, nei nuovi smartphone Pixel 2. Questo nuovo dispositivo dovrebbe nelle intenzioni dei produttori fornire all’utente una traduzione in tempo reale di quello che si sta ascoltando.
Un progetto indubbiamente ambizioso e che potrebbe essere visto come una minaccia per i tanti interpreti professionisti che operano nel mercato e vantano anni di studi, lauree, master e continue attività di formazione e aggiornamento, senza contare il bagaglio di esperienza sul campo che ciascun professionista matura nel tempo.
L’evoluzione del mondo della traduzione va ormai di pari passo con lo sviluppo tecnologico, quindi è innegabile che una fascia del mercato potrebbe riversarsi sui Pixel Buds come su altri prodotti e innovazioni che consentono a chi non conosce una determinata lingua di avere un’idea di massima di cosa dice un articolo, un’intervista, un film o una canzone. È inoltre possibile che la traduzione automatica in tempo reale possa correre in aiuto delle aziende per semplificare in alcuni casi la comunicazione interna o la formazione del personale, così come potrebbe rivelarsi uno strumento tutto sommato utile nel settore del turismo.
Difficilmente tuttavia un’azienda si affiderà a uno strumento poco controllabile e al momento (e chissà per quanto tempo ancora) qualitativamente discutibile per la mediazione di una trattativa commerciale, così come è improbabile che i partecipanti in un congresso di un certo spessore accettino di ascoltare nelle cuffie una traduzione agrammaticale o peggio ancora senza senso.
Google Translate, presenza costante sul web che vanta una diffusione d’uso imponente, offre ancora molti risultati esilaranti, quindi è logico pensare che la strada verso la totale (o quantomeno una significativa) automazione della traduzione sia ancora lunga. Nel frattempo, però, gli operatori presenti sul mercato sono avvisati: indietro non si torna, considerare tecnologia e innovazione come minacce per il nostro settore sarebbe un errore imperdonabile. Tecnologia e innovazione non sono l’avversario da combattere, ma un prezioso alleato da conoscere, studiare e utilizzare al meglio per continuare a soddisfare nel migliore dei modi le esigenze di una clientela sempre più esigente e avida di contenuti.

Intrawelt al servizio della Commissione Europea

Dal mese di luglio 2016 Intrawelt può vantare una continua e regolare collaborazione con la Commissione Europea, l’organo esecutivo che rappresenta l’UE sulla scena internazionale cui compete principalmente redigere le proposte di nuovi atti legislativi, attuare le decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo e gestire le politiche e i finanziamenti comunitari.
Superata la dura selezione e ottenuta la qualifica di fornitore esterno di servizi di traduzione, Intrawelt ha da oltre un anno l’onere e l’onore di tradurre in diverse lingue per questa importante istituzione testi di varia natura che spaziano da relazioni commerciali, linee guida, regolamenti e aggiornamenti di direttive.

Tradurre per la Commissione Europea significa anche avere grande attenzione per i temi trattati e per la relativa terminologia specifica del settore di riferimento, oltre a saper utilizzare l’idioletto tipico di tali istituzioni (il cosiddetto ‘comunitarese’). Come ogni lavoro di traduzione professionale che si rispetti, è fondamentale mantenere un elevato livello di correttezza, accuratezza e consistency nel testo, ma in questo caso diventa indispensabile compiere ricerche attente, andando a reperire testi ufficiali già pubblicati e disponibili sul web. Su EUR-lex, ad esempio, si possono consultare gratuitamente testi ufficiali di ogni tipo (la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, trattati, direttive, proposte legislative, accordi internazionali, ecc.), tradotti nelle lingue dei vari Stati membri.

Dati gli stringenti requisiti in termini di conformità e compliance con memorie di traduzione, glossari terminologici, istruzioni e riferimenti messi a disposizione dalla stessa Commissione Europea, ogni singolo lavoro di traduzione viene poi sottoposto all’esame attento di unità linguistiche predisposte dalla Direzione Generale Traduzione (DGT) che comunicano successivamente al fornitore la loro valutazione, corredata da un feedback e da un estratto del documento tradotto con in evidenza le correzioni e le migliorie apportate.

Ça va sans dire: il nostro track record per i progetti svolti per la DGT della Commissione Europea è finora impeccabile.

Seguite le pagine Facebook, LinkedIn, Twitter e Instagram per tenervi aggiornati sui nostri contributi o contattateci al seguente form per chiedere informazioni sui nostri servizi.
Volete tenervi aggiornati sui contenuti pubblicati? Iscrivetevi alla nostra newsletter!