intelligenza artificiale marketing

Artificial Intelligence Marketing: gli strumenti per l’innovazione d’impresa

Secondo uno studio condotto da Pwc su 2.500 consumatori americani più della metà di loro concorda sul fatto che l’intelligenza artificiale aiuterà a risolvere i problemi complessi che attanagliano le società moderne (63%) e migliorerà la qualità della vita delle persone (59%). Dall’altro lato, però, poco meno della metà degli intervistati è preoccupata delle ripercussioni occupazionali derivanti dall’introduzione di tecnologie intelligenti all’interno del sistema produttivo (46%).

Quando si parla di intelligenza artificiale spesso capita di adottare un punto di vista macroscopico, quasi sociologico, sulle trasformazioni sociali, economiche, sui progressi della scienza e sul futuro dell’industria e del lavoro. In questo articolo, invece, il concetto di Artificial Intelligence verrà declinato negli strumenti pratici ad oggi presenti sul mercato e con i quali le aziende devono iniziare a familiarizzare. Osserviamo ora più da vicino il rapporto tra intelligenza artificiale e marketing aziendale.

artificial intelligence marketing

 

La rivoluzione nel marketing

Nella molteplicità di settori nei quali l’intelligenza artificiale può trovare applicazione, il marketing è senza dubbio quello in cui la rivoluzione tecnologica ha raggiunto livelli molto alti di complessità. Sfruttando le potenzialità fornite dai Big Data e dalle soluzioni avanzate nell’analytics, le imprese AI oriented possono raggiungere sofisticati livelli di clusterizzazione del loro target.

Nel concreto, parlare di Artificial Intelligence Marketing significa fare i conti con sistemi complessi in grado di affinare la targhettizzazione dei potenziali lead, di anticipare bisogni e comportamenti dei consumatori e costruire relazioni commerciali di successo. Di seguito vogliamo offrire degli spunti sulle principali tecnologie AI in grado di portare reali vantaggi alle aziende.

 

Creare e generare contenuti

Sebbene le attuali tecnologie non siano in grado di produrre contenuti complessi come articoli scientifici o esprimere opinioni possono tuttavia creare contenuti efficaci per attrarre visitatori sui siti Web. Alcuni tra i più grandi colossi della stampa come Forbes e APTN utilizzano piattaforme intelligenti per la creazione di contenuti editoriali. CBS, New York Times, CNN stanno implementando sistemi di intelligenza artificiale e centinaia di contenuti del Washington Post sono creati tramite tecnologia Heliograph.

Piattaforme

Wordsmith, Articoolo, Quill

 

E-mail Marketing

Le aziende che utilizzano gli strumenti messi a disposizione dall’intelligenza artificiale nel campo dell’e-mail marketing riescono a creare contenuti personalizzati sulla base dei comportamenti degli utenti. I sistemi di machine learning possono analizzare migliaia di dati sui consumatori per determinare, ad esempio, l’orario migliore in cui inviare le e-mail, i contenuti che catturano maggiormente l’attenzione, la frequenza di invio raccomandata e l’oggetto della mail più performante.

Piattaforme

Persado, Phrasee

 

Ricerche vocali

Il sistema di ricerca delle informazioni online sta cambiando grazie all’introduzione delle tecnologie di ricerca vocale. I motori di ricerca hanno attualmente implementato sistemi di riconoscimento vocale sempre più sofisticati e gli utenti finali sono sempre più propensi ad utilizzare il sistema di vocal search al posto della tradizionale digitazione delle parole chiave. La differenza che intercorre tra la ricerca vocale e quella tramite tastiera influisce sulle diverse espressioni e parole chiave utilizzate, per questo motivo i responsabili marketing devono pensare i contenuti online in una chiave Seo totalmente diversa.

Piattaforme

Siri, Google Assistant, Cortana

 

Analisi predittive

Le analisi predittive sono l’insieme di tecniche statistiche basate su algoritmi in grado di analizzare dati strutturati e non e di identificare la probabilità di realizzazione di eventi futuri sulla base dei dati stessi. I modelli predittivi sono particolarmente importanti in ambito sanitario, nel momento in cui si possono prevedere eventuali manifestazioni di future patologie utilizzando analisi attuali, come in ambito marketing per studiare futuri trend e propensioni al consumo. Con gli strumenti di machine learning predittivi, i responsabili marketing possono prevedere con largo anticipo l’andamento di acquisizione di nuovi clienti e attuare così strategie di marketing proattive e non più reattive.

Piattaforme

Everstring, Infer, Radius
intelligenza artificial artificial intelligence

 

Le risorse umane ancora protagoniste

Trattando di marketing e di creazione di contenuti abbiamo finora omesso quella che è ancora oggi la componente fondamentale in grado di sfruttare al meglio le innovazioni tecnologiche: l’uomo.

Infatti, sebbene i sistemi di A.I. riescano a compiere azioni che l’essere umano non può imitare, allo stesso tempo il contributo delle risorse individuali è ancora centrale nel processo di comunicazione.
I sistemi di e-mail marketing, la scrittura di contenuti, le tecniche di indicizzazione SEO vedono ancora nelle parole e nella comunicazione l’elemento essenziale. Comunicare globalmente significa costruire una narrazione diversificata, posizionarsi sui motori di ricerca differenziando stili linguistici e parole chiave a seconda del target di riferimento e della sua provenienza.

In questo campo, l’intelligenza artificiale non ha raggiunto prestazioni eccellenti. I sistemi di machine translation senza una guida umana sono ancora troppo imprecisi per essere utilizzati nel campo della comunicazione professionale. Intrawelt sta sviluppando diversi progetti nel campo delle tecnologie della traduzione avanzata, ma ad oggi sono ancora i traduttori e i project manager il vero valore aggiunto che permette di erogare servizi linguistici e comunicativi di alta qualità nel settore del marketing come in quello della finanza, del farmaceutico e nella produzione industriale.

 

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fashion marketing

Fashion marketing e social network: ecco l’e-commerce del futuro

In un mercato veloce e imprevedibile come quello del lusso e della moda, i brand del settore sono coinvolti in una competizione pubblicitaria di altissimo livello. La corsa al posizionamento viene fatta nei confronti di un utilizzatore finale estremamente curioso e attento ai dettagli.

Secondo gli studi sul traffico Instagram, gli amanti della moda sono estremamente attivi sui social network: in media hanno il triplo dei follower (3,63 volte) rispetto agli utenti a cui non interessa la moda, seguono circa il doppio dei profili (2,23 volte), hanno molta più probabilità di commentare (12 volte). Inoltre, guardano più del doppio dei video (2,35 volte) rispetto all’utente medio e per più tempo.

L’inbound marketing, il primo passo per una comunicazione efficace

I social marketing manager hanno oggi obiettivi ben precisi: creare contenuti di qualità tramite blog e piattaforme web, progettare campagne di mail marketing mirate a un pubblico targettizzato, mantenere una brand image di qualità sui social e, last but not least, sfruttare i canali e-commerce.

Fare fashion marketing significa conoscere gli scenari della moda, gli stili di vita del nostro quotidiano, fare i conti con una continua evoluzione, una globalizzazione sempre più fervida, un consumatore iper-interattivo e una concorrenza spietata. Le aziende del settore devono sapersi muovere nel mercato globale, offrire una migliore qualità produttiva, dotarsi di un management esperto e competente, creare una identità aziendale di successo, garantire l’efficienza della rete distributiva e una mirare a un eccellente livello di customer satisfaction.

Se l’outbound marketing, almeno per il fashion & luxury, è stato chiuso in uno scatolone e gettato in soffitta, la nuova frontiera del global commerce sta scavalcando anche i tradizionali strumenti inbound.

Figura 1 – Pinterest Social Commerce

 

Social Commerce e Social Instant Commerce, il punto di non ritorno nel fashion marketing

I social network sono ormai i luoghi di discussione più frequentati e influenti ed essere presenti con il proprio brand è un passaggio naturale; semmai, il punto è capire come farlo al meglio.
Il social commerce rappresenta una evoluzione antropologica nel processo di acquisto di un prodotto. Si tratta di un fenomeno non facilmente controllabile in base al quale la forza di un brand non è più soltanto legata alla capacità comunicativa e strategica dell’azienda ma influenzata dalle opinioni degli utenti sui social e piattaforme e-commerce.

Esistono piattaforme di Social Commerce, come ad esempio MeToken, ma in generale tutti i social network hanno implementato le funzioni per lo shopping. Facebook, Instagram e Pinterest soprattutto hanno inserito le “vetrine” per la vendita online. Qui ad esempio è possibile visionare la vetrina facebook di Intrawelt.

In questo processo, i brand devono preoccuparsi più di tendere l’orecchio al mercato, ascoltare e leggere le recensioni dei prodotti, curare la comunicazione con quelli che sono a tutti gli effetti dei consumatori-influencer. Nel social marketing, quindi, è il consumatore in carne e ossa a essere il canale comunicativo dell’azienda. Un processo che spinge i brand a proporre prodotti di qualità sempre maggiore con una attenzione estrema alla customer experience.

Una versione 3.0 di questo processo, nel settore fashion e luxury in particolare, è il Social instant commerce, ossia la possibilità di acquistare un prodotto in tempo reale in occasione di eventi speciali.

Questa modalità di acquisto è sempre più diffusa tra i brand della moda i quali, in occasione di sfilate ed eventi di promozione, attivano sui canali social la diffusione dell’evento e lo shopping online relativa ai prodotti presentati. Si tratta a tutti gli effetti di uno shopping just in time che dura il tempo dell’evento. In questo modo, ad esempio, i fan del brand possono acquistare gli abiti della sfilata in esclusiva ed indossarli mesi prima rispetto al lancio sul mercato.

 

Il ruolo strategico della comunicazione globale e della traduzione

Una comunicazione impeccabile, si diceva, che punti dritto al cuore (e alla pancia) del consumatore. Una comunicazione che colpisca nel profondo l’identità del cliente finale e che crei l’engagement necessario a creare un legame di fedeltà e “amore”.

Per questo la scelta di utilizzare un unico linguaggio comunicativo potrebbe rivelarsi poco efficace rispetto alla moltitudine culturale e linguistica dei mercati globali.

Affidarsi ad agenzie di traduzione professionali permette invece di proporre dei contenuti di qualità con una conoscenza specializzata dei registri linguistici più idonei e delle dinamiche culturali dei diversi mercati locali.

In Intrawelt collaboriamo con una moltitudine di clienti del settore fashion & luxury e assistiamo in prima persona ai benefici derivanti dalla localizzazione e traduzione del sito web, della piattaforma e-commerce o della campagna di lancio di un prodotto.

Siamo specializzati nella traduzione di cartellini e descrizioni prodotto, dei cataloghi delle collezioni S/S e F/W, traduciamo i testi per siti web e aree e-Commerce oltre che per comunicati stampa e materiali promozionali.

Abbiamo grafici esperti di DTP per offrire soluzioni grafiche di altissima qualità, considerando l’importanza che l’immagine ricopre nel settore e abbiamo un team di esperti informatici per la gestione dei CMS e piattaforme e-commerce.

Il fashion marketing rappresenta in questo momento un laboratorio, un esperimento di frontiera che presto coinvolgerà tutto il mercato dei beni e dei servizi. È una sfida sicuramente difficile da affrontare per gli attori del mercato ma allo stesso tempo epocale e per questo affascinante. Noi, in Intrawelt, non ci tiriamo certo indietro.

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Comunicazione globale

Quale lingua per il marketing? L’inglese da solo non basta

Quante lingue deve parlare un’azienda? Questa è una domanda che in pochi fanno, considerando che la stragrande maggioranza delle aziende occidentali parla esclusivamente inglese come seconda lingua. Iniziamo con il dire che quella dell’inglese come lingua “madre della globalizzazione” è una convinzione oramai superata che sta producendo danni economici non indifferenti, a partire dal Regno Unito stesso.

Secondo The Guardian «le scarse conoscenze linguistiche e la convinzione che tutti parlano inglese, costano all’economia inglese circa 48 miliardi di sterline ogni anno, circa il 3,5% del PIL». Il caso britannico non è per noi interessante singolarmente ma rappresenta una specie di termometro mondiale.

 

Le lingue più parlate nel mondo (in milioni di persone) Fonte Statista 2018 – www.statista.com

 

Come si nota dal grafico, utilizzare la sola lingua inglese significa restare fuori da quei mercati in via di sviluppo composti da popolazioni identitarie come quella cinese, araba, russa o hindi.

Mentre l’economia insegue da decenni il sogno della globalizzazione, alcuni sociologi a partire da Zygmunt Bauman hanno provato e provano a mettere al centro dell’attenzione il tema dell’identità locale nella società globale. La glocalizzazione.

Luci e ombre dell’export italiano

Lasciando da parte per un momento le dinamiche globali ed entrando nella dimensione italiana, assistiamo ad un tessuto imprenditoriale ancora arretrato rispetto ai processi di internazionalizzazione linguistica. Secondo i dati di EF Corporate Solutions del 2017, le imprese italiane sono al 20mo posto nell’indice di conoscenza della lingua inglese. Nonostante una crescita rispetto al 2014 di quasi l’8%, restiamo ancora uno dei paesi con la più scarsa competenza linguistica.

Fonte EF Corporate Solutions

 

Allo stesso tempo, laddove si investe in internazionalizzazione diversificata con i paesi esteri, i risultati per il territorio italiano sono più che buoni. Un esempio è dato dal boom dei distretti industriali lombardi che continuano a crescere all’estero. In crescita sostenuta le esportazioni destinate ai nuovi mercati, in particolare quello cinese (dove l’export lombardo è cresciuto del 23,1%), russo (+15,5%), rumeno (+18,4%), turco (+11,2%), ceco (+5,6%), ungherese (+9%) e indiano (+9,7%).

Identità locale al centro del mercato globale

Ma cos’è la glocalizzazione? È una parola composta da due termini, globale e locale. In questo senso viene inteso come un processo consolidamento di una identità/prodotto/comunità locale all’interno della società globale. Think local, act global.

Nel contesto del quale si sta discutendo, si tratta di utilizzare gli strumenti di comunicazione del mercato globale differenziando il modo di vendere prodotti e servizi sulla base dell’identità linguistica e culturale dei mercati di riferimento. Prendendo ad esempio i distretti italiani lombardi di cui si accennava in precedenza, la loro capacità di penetrare in mercati così diversificati dipende anche dal loro saper parlare a quei mercati, conoscendone i valori, la lingua ed i bisogni.

In un precedente articolo abbiamo affrontato il tema degli hispanic speaker americani e di come questi ripongano maggiore fiducia in quelle aziende che comunicano in spagnolo, dimostrano di conoscere i loro usi e aderiscono ai loro valori.

Localizzazione del marketing e traduzione multilingue

Svanito l’incantesimo dell’omologazione globale, oggi le aziende sono obbligate a mettere in piedi delle strategie di comunicazione che rispondano a sempre crescenti bisogni identitari delle comunità di destinazione. Una campagna di successo nel mercato arabo, ad esempio, deve tenere conto della specificità locale della popolazione, dei suoi valori e del senso di appartenenza attorno alla lingua.

In un contributo apparso qualche settimana fa per il magazine britannico Business Partner, abbiamo parlato dell’importanza nell’affidarsi ad agenzie di traduzione ed interpretariato come la nostra di Intrawelt. Tale importanza è ancor più strategica nei servizi di localizzazione che permettono di tradurre un sito internet o una campagna di destinazione nelle singole lingue locali, tenendo conto delle specificità culturali e linguistiche.

Attraverso la localizzazione e l’utilizzo di forme comunicative identitarie Intrawelt aiuta aziende private di ogni dimensione ed enti pubblici ad affacciarsi su nuovi mercati finora inesplorati a causa delle barriere linguistiche.

I nostri non sono semplici servizi di traduzione ma vere e proprie attività di copywriting portate avanti da professionisti madrelingua con conoscenze radicate negli usi, costumi e valori delle singole popolazioni.

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